Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston CelticsThomas, Brad Stevens ed un sogno chiamato Jimmy Butler

Thomas, Brad Stevens ed un sogno chiamato Jimmy Butler

di Filippo Barone
Thomas Stevens Boston Celtics

LA FORZA DEI CELTICS: IL GRUPPO 

Detto di Isaiah Thomas, sul quale si poggia la rinascita dei Celtics, Brad Stevens può contare su Al Horford, Jae Crowder, Jonas Jerebko ed Avery Bradley.

Cominciamo dall’ultimo: su Bradley va detto che lui e la fortuna sembrano essere stati creati per non incontrarsi mai… Due stop gravi dal 2015 ad oggi lo hanno certamente condizionato ma quando è in forma è senza dubbio alcuno, uno delle guardie più forti e sottovalutate dell’NBA.

Al Horford è arrivato in estate per aggiungere punti e qualità al front court e ci è riuscito alla grande: pick&roll, pick&pop, grinta, mani educate per servire assist, un giocatore di qualità, anche lui frenato da infortuni, ma che nel contesto di Boston sta trovando una seconda giovinezza dopo l’esperienza in Georgia.

Anche Crowder è un giocatore incredibile: la grinta del ragazzo lo rende un 3&D davvero unico nel suo genere. Grande difensore, fa pesare agli avversari la sua forza di volontà: sul lato opposto del campo sa fare male agli avversari.

Una parola andrebbe spesa anche per Jonas Jerebko: un passato in Italia, nel nostro campionato, a Biella e una chiamata nel 2009 come 35° scelta da parte dei Detroit Pistons allora allenati da John Kuester. Quando si pensa ad un grande lavoratore, umile, duttile e di qualità, spesso sottovalutato, non si può non pensare a Jerebko. Seppur vero che Jerebko non figura tra i titolari dei Celtics, che in quel ruolo hanno in Crowder e James Young le prime scelte, l’ala piccola svedese è uno di quegli elementi che farebbe comodo a quasi qualunque squadra. Con i suoi limiti, spesso troppo lento nel liberarsi del pallone, fornisce sempre il suo contributo difensivo ai rimbalzi e le sue statistiche nel tiro da 3 punti stanno crescendo notevolmente negli anni. Un meraviglioso “settimo uomo” da inserire nelle partite in cui, magari, si deve gestire un vantaggio abbastanza ampio.

A livello di squadra la difesa è il marchio di fabbrica di Brad Stevens che è, insieme a Frank Vogel, uno dei coach che cura maggiormente l’aspetto difensivo nella lega. A livello offensivo invece fino ad un anno e mezzo fa i Celtics faticavano a trovare idee offensive adagiandosi con troppa pigrizia alla classe di Isaiah Thomas, il quale però, non aveva ancora raggiunto i livelli di questo ultimo mese (forse il suo migliore in assoluto in NBA).

E’ una Boston “operaia”, quella di Brad Stevens. La fase offensiva si basa essenzialmente su un bel giro palla che possa portare al tiro dall’arco con facilità e questo schema funziona molto bene e si sta affinando partita dopo partita. I Celtics sono la squadra che tira di più da tre e anche dentro l’area cerca di liberare l’uomo attraverso i blocchi.  Stanno crescendo anche le percentuali dei rimbalzi offensivi e se Isaiah Thomas migliorasse nella fase difensiva, Boston avrebbe probabilmente risolto più della metà dei suoi problemi. Tuttavia, vedere i Celtics è quasi sempre stupendo e se pensate che ci sia di meglio altrove, ricordatevi che c’è il piccolino col numero 4.

Cosa c’è da migliorare ancora? >>>

Al Horford Boston Celtics

Al Horford (foto The Hoop Doctors)

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