Cosa c’è da migliorare ancora?
Il problema fondamentale dei Boston Celtics è, probabilmente, la mancanza di una panchina lunga che consenta ai titolari di rifiatare meglio e più spesso. Se Jerebko è, a mio giudizio, una ottima alternativa, stessa cosa non si può dire di Olynyk. Spaesato, confuso, avulso dal gioco, Kelly non riesce a tenere i ritmi dei compagni di squadra sul parquet.
Marcus Smart può essere decisivo in certe partite, tuttavia la sua fragilità emotiva rappresenta sovente un grosso problema in casa Celtics. Quante volte abbiamo visto Smart letteralmente perdere le staffe in situazioni in cui sarebbe stato fondamentale rimanere “sul pezzo”? Sicuramente può essere una buona riserva, anche e soprattutto se la sua rabbia potrà essere incanalata in maniera positiva sul parquet: la sua difesa è incredibile, la forza mentale va portata ad un livello successivo, ma siamo sicuri Stevens ci stia lavorando molto.
Tutto qua? Assolutamente no, la squadra sta rendendo veramente alla grande in stagione, bisognerà valutare il gruppo durante i playoffs, quando i canestri avranno un peso specifico ben diverso…
Qualcosa potrebbe arrivare dal mercato visti i tanti giocatori giovani nel roster e le tante scelte future a disposizione: di recente si è sparsa la voce che i Celtics siano ancora molto interessati in Jimmy Butler. La “spending review” adoperata da Ainge negli ultimi anni, permette ora a Boston di sognare un grande colpo da affiancare ad Isaiah Thomas e quel nome può essere quello di Jimmy Butler. Perché, vi starete chiedendo, i Bulls dovrebbero privarsi del loro leader attorno a cui, la scorsa estate, hanno costruito la nuova squadra? Primo, il rapporto tra JB21 e Fred Hoiberg è inversamente proporzionale a quello che c’era tra Greg Popovich e Tim Duncan. I due si sopportano e si vogliono bene quanto se ne volevano, nel primissimo periodo, Michael Jordan e Phil Jackson; tradotto – zero e Fred Hoiberg non è Phil Jackson…
Secondo, il lavoro che Bred Stevens ha fatto con Isaiah Thomas e la consacrazione raggiunta da quest’ultimo può essere determinante nella scelta della stella di Chicago, allettata dal pensiero di poter migliorare sulle orme di quanto fatto dal “piccolino” biancoverde. Immaginate il duo Thomas-Butler allenati da Stevens? Pensiero di paradisiaca straordinarietà. Attenzione, non stiamo dicendo che succederà ma solo che potrebbe rivelarsi più concreta di quanto si pensi.
Intanto i Boston Celtics si godono il secondo posto solitario ad Est e puntano a migliorarsi sempre più, con una prima scelta al draft altissima da poter portare a casa in estate (grazie ai Nets) o girare per arrivare ad un giocatore dal livello assoluto.
Filippo Barone

