Home NBA, National Basketball AssociationNBA in EvidenzaNew Orleans Pelicans: Person of Interest

New Orleans Pelicans: Person of Interest

di Daniele Guadagno

La mente e il braccio, un duo praticamente inseparabile, che funziona a meraviglia grazie ad un’innata intesa. Su questa falsariga agiscono Harold Finch e John Reese, protagonisti della serie Person of Interest. L’affiatata coppia lavora insieme per sventare la criminalità, con ruoli ben definiti: Finch guida il suo amico facendo uso della Macchina, sua geniale creazione, un’intelligenza artificiale in grado di poter individuare in anticipo i malfattori; Reese è invece colui che lavora sul campo, nel vero senso della parola.

La mente e il braccio, insomma. Anthony Davis e DeMarcus Cousins ricalcano per bene questo cliché. Il primo è riconosciuto all’unisono come guida vera e propria, uno che indica il cammino ai compagni; il secondo invece ha il compito di lasciarsi alle spalle l’impulsività in modo da colpire a freddo gli avversari.  Come Reese e Finch di dalla loro interazione, oltre all’aiuto degli agenti Fusco e Carter (alias Rondo e Holiday), passa il destino dei Pelicans.

Ti ho offerto un lavoro, signor Cousins. Non ho detto che sarebbe stato semplice“.

Come abbiano già annunciato, tutto ruoterà intorno a Davis (28 punti, 10.2 rimbalzi, 2.4 stoppate) e Cousins (27 punti, 11 rimbalzi, 1.3 stoppate), due tra i migliori lunghi NBA. Mentre le altre franchigie cercano di assemblare quintetti small ball, a NOLA hanno deciso di tagliare i tiratori e aggiungere centimetri sotto canestro. Una strategia un po’ old school, tanto intrigante quanto pericolosa: Riusciranno infatti Davis e Cousins a coesistere perfettamente in mezzo al campo? Le cose però potrebbero andare per il verso giusto grazie a Chris Finch (omonimo della star di Person of Interest). L’ex assistant coach dei Nuggets ha svolto un ottimo lavoro in Colorado, rendendo complementari due giocatori agli antipodi come Nurkic e Jokic. Ora sarà chiamato a ripetere la stessa impresa a New Orleans. Finch vorrebbe trasmettere a Cousins quelle doti da passatore che ha scoperto in Jokic. Le sue mani educate inoltre lo rendono un ottimo tiratore da tre punti. Boogie lascerebbe cosi spazio nel pitturato a Davis, che è più devastante dal midrange e sotto canestro. DMC detiene già buoni numeri da oltre l’arco (36.1%), ma non del tutto affidabili. Se davvero riuscisse a migliorare questi due fondamentali, potrebbe diventare un giocatore più versatile, dalle tante sfaccettature.

Interessante sarà anche rivederlo all’opera con Rondo. I due hanno giocato insieme a Sacramento, mostrando una grande compatibilità. Sotto l’influenza di Rajon infatti, Cousins ha giocato la miglior stagione della sua carriera. Ma non è stato tutto rose e fiori: durante il periodo di concubinato sono emerse anche le loro intollerabili personalità che hanno distrutto lo spogliatoio dei Kings. Il ricongiungimento di questa strana coppia sarà croce e delizia per i nuovi Pelicans. Se Rondo e Boogie però mettessero da parte l’orgoglio e confermassero quanto di buono visto in California, New Orleans potrebbe candidarsi come mina vagante della Western Conference. Da non sottovalutare nemmeno il ruolo di Holiday. Coach Gentry ha affermato che l’ex Sixers partirà nel quintetto titolare insieme a Rondo. I due play dovranno essere bravi ad alternarsi i possessi, senza ostacolarsi a vicenda, e sfornare assist per i loro compagni. Giocare assieme all’ex Celtics non è facile, non lo è stato mai per nessuno; vedremo se Holiday sarà in grado di convivere sul parquet col numero 9 o sarà inghiottito dalla sua ingombrante ombra.

Capitolo panchina: La dirigenza in estate ha acquistato Ian Clark ma potrebbe non bastare; l’anno scorso la second unit dei Pelicans è stata una delle peggiori sul piano offensivo e, pur essendo un buon giocatore, Clark non ha ancora la stoffa per imporsi come sesto uomo di lusso. Altra nota dolente per coach Gentry è l’infortunio di Solomon Hill. L’ala piccola dei Pelicans si è strappato i muscoli della coscia sinistra e rimarrà ai box dai 6 agli 8 mesi. Uno dei pochi tiratori in squadra, Hill si era classificato la scorsa stagione come terzo miglior difensore della franchigia con 2.3 defensive win shares. I tifosi possono però consolarsi con l’arrivo di Tony Allen. La sua ottima fase difensiva lo rendono il mastino per eccellenza di questa lega nell’ 1 vs 1. La produzione offensiva non è certo delle migliori anche se i 9 punti di media realizzati nella passata stagione rappresentano il suo massimo in carriera. I Pelicans con The Grindfather dovrebbero aver trovato l’ultimo pezzo del loro puzzle.

Tony Allen.

Il progetto tecnico di Gentry è giunto ad un bivio: centrare i playoff o puntare ad una nuova rebulding. L’obiettivo (speranza?!) dei Pelicans è quella di ottenere uno degli ultimi slot validi per la postseason. New Orleans non può più permettersi di sprecare un’altra stagione; quest’anno ci si gioca il tutto per tutto. Quando a febbraio venne ufficializzata la trade Cousins, Davis era convinto di aver trovato il partner ideale per riportare la franchigia della Louisiana nell’élite del basket americano. Impresa titanica, ma non certo impossibile.

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