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All’All-Star Game non c’è spazio per tutti: le esclusioni di Butler e Gobert

di Lorenzo Brancati

Quello che è uno degli eventi più attesi dell’anno in NBA, l’All-Star Game, porta sempre con sé non poche controversie, che spesso riguardano le selezioni dei titolari e il relativo criterio, reo di escludere giocatori meritevoli come capitato quest’anno a Jimmy Butler e Rudy Gobert.

Il primo sta conducendo i Miami Heat ad una stagione superba nella Eastern Conference, con un record di 31-14. Il tutto con 20.3 punti, 7 rimbalzi e 6.5 assist a partita. Il secondo, invece, continua ad essere il perno difensivo degli Utah Jazz. E dopo due premi di “Defensive player of the year” in successione è ora un candidato molto forte a confermarsi per il terzo anno in fila.

Butler, penalizzato dalla divisione in ruoli e dal voto dei giocatori

Non è un segreto che Butler non faccia prigionieri in campo. Né tra gli avversari, né tanto meno tra i compagni. Questo gli è però costato caro, evidentemente, nelle votazioni dei giocatori per i titolari dell’All-Star Game.

Se infatti, nella sezione front-court, si era classificato quarto nelle votazioni dei fan, e terzo in quelle dei media, non ha superato il sesto posto nelle graduatorie stilate dai colleghi. Senza dubbio rientrerà nelle riserve, votate esclusivamente dai capi allenatori, ma avrebbe meritato probabilmente qualcosa in più.

A penalizzarlo, poi, anche la divisione in ruoli che non lo ha inserito nella lista di guardie. Gruppo dal quale sono stati selezionati Kemba Walker e Trae Young, e contro i quali Butler avrebbe avuto senza dubbio più possibilità.

Coach Erik Spoelstra ha commentato l’esclusione affermando come: “sia ridicolo e antiquato catalogare i giocatori in quelle posizioni. Chi può dire in che posizione giochi Jimmy? (…) In ogni caso, in qualsiasi modo la si voglia vedere, è ridicolo che non sia un titolare. Spero che tutto ciò cambi in futuro.”

Gobert, due volte difensore dell’anno ma mai all’All-Star Game

Sul fatto che la NBA sia una lega votata allo spettacolo e alla fase offensiva ci sono pochi dubbi, ma il fatto che tenda a non premiare chi fa splendidamente dall’altro lato del campo dovrebbe far riflettere. E ciò avviene soprattutto nell’All-Star Game.

E’ infatti incredibile che Rudy Gobert sia stato premiato due volte come “Defensive player of the year”, sia rientrato per due anni nei quintetti All-NBA, tre nelle selezioni All-Defensive, ma non abbia mai partecipato ad un All-Star Game.

Per Coach Quin Snyder“Il modo in cui ci aiuta a ottenere vittorie è davvero evidente, non ha bisogno di spiegazioni.” Utah è infatti nel mezzo di una serie positiva di 19 vittorie nelle ultime 21 gare giocate, per un record complessivo di 32-13, valido per il secondo posto nella Western Conference.

Donovan Mitchell, probabilmente destinato ad esordire come All-Star nella selezione riserve, ha detto di Gobert: “E’ decisivo da entrambi i lati del campo, è un All-Star.”

Infine, anche Joe Ingles ha parlato dei due compagni candidati alla notte delle stelle: “Sono entrambi All-Star, assolutamente. Sarò anche di parte, ma il nostro record non sarebbe quello che è oggi senza di loro.”

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