Durante il terzo quarto di gara 3 delle Finali NBA, sul parquet della Oracle Arena, si era svolto un episodio spiacevole. Un tifoso dei Golden State Warriors aveva spintonato Kyle Lowry, che si era lanciato verso la prima fila per recuperare un pallone vagante. Il giocatore dei Toronto Raptors, visibilmente infastidito, aveva fatto di tutto per far notare il brutto gesto agli ufficiali di gara.
Kyle Lowry was shaking his head after a courtside fan pushed him when he fell into the crowd. pic.twitter.com/5SwQv3hdnN
— NBA on ESPN (@ESPNNBA) June 6, 2019
In un primo momento lo spettatore era stato semplicemente allontanato dalla partita. L’episodio ha generato non poco clamore mediatico, e nelle ore successive si è scoperto che si trattava nientemeno che di un azionista della franchigia californiana, e non di un semplice tifoso. L’investitore, al secolo Mark Stevens, è andato così, inevitabilmente, incontro ad una pena più corposa.
L’NBA ha deciso di squalificarlo per un anno e di multarlo per ben 500.000 dollari. La squalifica avrà effettività immediata e riguarderà ogni tipo di attività degli Warriors. La lega ha commentato la sua decisione con un comunicato:
“Un rappresentante di una franchigia dovrebbe mantenere sempre il miglior standard possibile. La condotta del rappresentante dei Golden State Warriors, Mark Stevens, ieri notte è stata più che inaccettabile e non può avere spazio nella nostra lega. Mentre questi fatti continueranno ad essere rivisti, Mr. Stevens non potrà seguire alcuna partita NBA.”
Golden State and the NBA announced that Warriors investor Mark Stevens has been banned for a year and fined $500,000 for pushing and directing obscene language at Kyle Lowry in Game 3. pic.twitter.com/tAGDN5yire
— SportsCenter (@SportsCenter) June 6, 2019
Dal canto suo, Stevens ha rilasciato delle dichiarazioni di scuse, nelle quali accetta la decisione della lega e si scusa con giocatori ed organizzazioni:
“Ho sbagliato e non ho scuse (…) Ho provato a mettermi in contatto e scusarmi con i membri delle due franchigie, grazie a chi ha accettato le mie chiamate (…) Ora non aspetto altro che agire nel giusto per rimettere le cose a posto. Accetto completamente i provvedimenti della lega e degli Warriors.”
Anche la franchigia di Oakland ha voluto prendere le distanze dal brutto comportamento del suo rappresentante:
“Il comportamento di Mr. Stevens della scorsa notte non riflette gli standard alti che vorremmo sempre proporre come organizzazione (…) Ci uniamo alle sue scuse verso Kyle Lowry e i Toronto Raptors (…).”
A favore di Kyle Lowry si sono espressi anche alcuni colleghi. Draymond Green, suo avversario nella serie valida per l’assegnazione dell’anello, ha parlato così delle questioni che si vanno a creare in queste situazioni tra giocatori e tifosi:
“Noi giocatori siamo vulnerabili. In qualsiasi situazione in cui non puoi difenderti, perché altrimenti passi dalla parte del torto, lo sei sempre. I tifosi possono dirci ciò che vogliono, mentre se noi rispondiamo veniamo multati. (…) In qualsiasi situazione in cui sei indifeso, perché letteralmente non ti è permesso difenderti, diventi vulnerabile. (…) Per noi è così, siamo sotto standard differenti rispetto ai giocatori di 20 anni fa. (…) Se Lowry si fosse difeso, avrebbe ricevuto una punizione più corposa di quanto inflitto al tifoso.”
Anche Shaun Livingston ha parlato della differenza tra oggi e qualche anno fa:
“La punizione è giusta, ciò che è giusto è giusto. (…) Tutte queste questioni oggi vengono amplificate anche dai social media, che offrono una copertura mediatica incredibile. Funzionano come forum che danno la base affinché questi eventi accadano.”
Infine, con un lungo post Instagram, anche Lebron James ha speso parole decise a sostegno del giocatore dei Toronto Raptors:
“Non c’è posto nel nostro bellissimo gioco per tutto ciò. (…) Come membro della proprietà lui sapeva benissimo che ciò che stava facendo era così gratuito e sbagliato, e per questo deve essere punito. Provate ad immaginare se Kyle Lowry avesse reagito rispondendo mettendogli le mani addosso. Sareste tutti usciti di testa! (…) Ho guardato tutti i playoffs (senza saltare una gara) in silenzio , ma dopo quanto visto non potevo tacere i miei pensieri!”.

