Ben Simmons non ha ricevuto la seconda tranche da oltre 8 milioni di dollari sul suo stipendio annuale, dopo non essersi presentato al training camp dei Philadelphia 76ers, e con l’inizio della preseason e delle partite, la squadra potrà procedere alle trattenute di stipendio a partita, come previsto dal contratto collettivo di lavoro NBA
E tra mancati pagamenti e trattenute di salario in vista, è possibile che il peso finanziario del suo ammutinamento potrebbe iniziare a farsi sentire su Ben Simmons e il suo entourage, mentre il braccio di ferro con i Sixers prosegue. Come noto, Simmons non ha intenzione di giocare ancora per Philadelphia, ma potrebbe valutare di tornare in squadra per “limitare le perdite”, sull’accordo che i 76ers continueranno a cercare una soluzione rapida via trade.
I Sixers hanno messo gli 8.2 milioni di dollari della seconda tranche di stipendio del loro giocatore in un fondo escrow, una sorta di giacenza, e le trattenute per ogni partita saltata toccherebbero i 360mila dollari, ovvero 1\91.6esimo del suo stipendio annuale. Soldi che Simmons non potrà reclamare in futuro, peraltro., senza un accordo con i 76ers oppure ricorrendo a un arbitrato entro 30 giorni.
Una situazione che rischia di diventare pesante dal punto di vista economico, e in fretta. Secondo la stampa locale di Philadelphia, i 76ers e il “camp” di Ben Simmons sono in contatto continuo, ma di soluzioni a breve, per ora non se ne parla.
Per una serie di motivi. Nessuna squadra prima di tutto si è ancora fatta avanti con una proposta di trade concreta, ed è difficile che ciò avvenga ancor prima di aver giocato una sola partita di regular season. I Sixers, nella persona di Darly Morey, ritengono che il valore via trade di Ben Simmons resti elevato, e confidano che il giocatore possa alla fine decidere di tornare in squadra almeno temporaneamente.
Dall’altra parte c’è il potente Rich Paul, CEO di Klutch Sports e agente di Simmons. Il giocatore australiano ha altri 4 anni di contratto e 147 milioni di dollari ancora dovuti (in teoria), l’unico obiettivo ora è lasciare al più presto Philadelphia senza porre paletti sulla prossima destinazione.
La regular season NBA inizierà il 19 ottobre, e con tutta probabilità Ben Simmons non sarà in campo, né con i Sixers, né altrove. Come accaduto in passato per Jimmy Butler con i Minnesota Timberwolves, e con James Harden con gli Houston Rockets, la situazione diventerà più delineata dopo l’inizio della stagione e una manciata di partite alle spalle, sia per Philadelphia, sia per le squadre interessate a una trade.
Una cattiva partenza potrebbe far accelerare le cose, così come la fretta di porvi rimedio per squadre sotto pressione come ad esempio i Portland Trail Blazers, Golden State Warriors o Sacramento Kings. A Brooklyn tiene banco la questione Kyrie Irving, che senza vaccino non potrà giocare le partite in casa (cosa che potrebbe fare invece a Philadelphia), ma al momento immaginare uno scambio alla pari tra Simmons e Irving pare quanto meno prematuro.

