I Portland Trail Blazers passano a Indiana, ma si tratta della quarta vittoria nelle ultime quattordici gare. Per gran parte della stagione regolare, la squadra ha ricorso in maniera dirompente alle incontestabili qualità offensive. Ma fin troppo spesso apparivano lampanti le difficoltà riguardanti l’assetto difensivo. In questo mese, Damian Lillard ha dovuto saltare tre gare. In passato ha condotto in solitaria i Portland Trail Blazers, quando CJ McCollum e Jusuf Nurkic erano assenti per infortunio. Ora che la squadra è al completo, è incontestabile la richiesta di un salto di qualità collettivo.
Finora, i Portland Trail Blazers sono la seconda peggior difesa nella lega per efficienza (115.9 punti). In questo ultimo break i dati sono in leggero miglioramento, ma con esso la pericolosità offensiva è in lieve calo. Un fattore che ha complicato il posizionamento in classifica. Innanzitutto, la squadra ha visto i Dallas Mavericks siglare il sorpasso al sesto posto, decisivo per evitare la partecipazione al torneo play-in. Ciò nonostante, appare ancora raggiungibile. Seppur il calendario è assai complicato e impone un cambio di marcia.
Perché i Portland Trail Blazers dovranno anche guardarsi alle spalle da San Antonio Spurs e Memphis Grizzlies, distanti 1.5 gare. Proprio questi ultimi saranno i prossimi avversari, il terzo confronto in pochi giorni. Dove la squadra di Terry Stotts è uscita sconfitta in entrambe le occasioni. Inoltre, i Portland Trail Blazers possiedono un record di 3-10 contro le squadre che li precedono in classifica. Nelle ultime undici gare rimanenti, affronteranno Brooklyn Nets, Boston Celtics, Atlanta Hawks, Los Angeles Lakers, San Antonio Spurs, Utah Jazz, Phoenix Suns e Denver Nuggets. Con sei di queste gare in trasferta. Per quanto sia improbabile una ricaduta tale da non rientrare nemmeno tra le prime dieci squadre della Western Conference, i Portland Trail Blazers dovranno prontamente reagire e istituire un atteggiamento da grande squadra.
Lillard richiama i Blazers: “Dobbiamo sporcarci le mani”
Il riferimento nelle parole di Damian Lillard è indubbiamente rivolto all’approccio difensivo. Nella gara vinta contro gli Indiana Pacers, dopo un primo quarto dove hanno concesso 35 punti, nei successivi due quarti il totale avversario è stato di 43 punti. La prolifica serata al tiro da dietro l’arco (20/35 di squadra, 57%) ha influito nella costruzione di un ampio vantaggio. Culminato poi nel punteggio finale di 112-133. Al termine, Damian Lillard approva il comportamento generale e fissa l’obiettivo prossimo. “Ciò che abbiamo fatto stasera è qualcosa che potremo riproporre in ogni partita. Quell’impegno difensivo che spinge a fare qualsiasi cosa pur di ottenere la vittoria. D’ora in avanti dovremo portarlo sempre con noi. Non è garantito che sarà sempre così, ma nulla ci può impedire di entrare in campo con questa mentalità. Questo è ciò che serve. Perché aumenta le chance di vittoria.”
Queste sue parole, riportate da Aaron Fentress di OregonLive, riflettono il senso di urgenza avvertito per salvare una stagione cominciata positivamente, ma che ora corre su un leggero filo. Per quanto l’intervallo di tempo che separa dal finale di stagione sia breve, trovarsi nel momento più delicato ed importante può rappresentare un fattore svoltante per i Portland Trail Blazers. Ed è ciò che Damian Lillard si augura, sottolineando che “le squadre che giocano al loro meglio nel momento giusto sono quelle di cui preoccuparsi maggiormente.” Ora vuole guidare i suoi compagni ad ottenere questa percezione da parte delle inseguitrici e delle dirette concorrenti. Il tempo è una minaccia costante nella riuscita di un piano. E quello dei Portland Trail Blazers è lontano dai piani previsionali. Ma possiedono le qualità per ribaltare il giudizio generale presente, oltre che qualche accenno di ricostruzione qualora si registrasse una stagione negativa. Tutto è nelle loro mani.

