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Booker ambasciatore per Special Olympics: “Combatto con mia sorella!”

di Francesco Catalano

L’emergenza mondiale provocata dalla diffusione del Coronavirus ha travolto anche Devin Booker e la sua famiglia. Per chi non lo sapesse, infatti, il giocatore dei Phoenix Suns ha  una sorella minore con una sindrome di microdelezione. Questa rara patologia è causata da una anormalità del patrimonio cromosomico che è la causa di problemi cognitivi, caratteristiche facciali peculiari ed anomalie genitali.

Secondo gli studi condotti, il Sars-cov2 ha effetti molto più devastanti su chi ha già patologie croniche. Booker, infatti, quando ha saputo della sospensione della NBA e del rischio pandemico, è letteralmente sobbalzato sulla sedia. Si è subito preoccupato della salute della sorella.

Da anni ormai, il prodotto di Kentucky è vicino alle iniziative che riguardano persone e ragazzi con disabilità. Per di più collabora con Special Olympics e spesso partecipa ai loro incontri e alle loro iniziative. Non a caso questa mattina è stato nominato ambasciatore globale proprio degli Special Olympics.

Sono proprio contento” ha detto Booker. “Sono sempre stato un loro collaboratore. Essere cresciuto con mia sorella e con le sfide che lei affronta ogni giorno, mi ha guidato molto. Penso che le persone non siano a conoscenza di queste situazioni. Hanno bisogno di conoscerle sempre di più e capire quanto possano influenzare la vita della gente”.

Non a caso, questo periodo è stato molto difficile per il giocatore dei Suns. Sta convivendo, infatti, con la paura che sua sorella possa essere contagiata dal virus con tutte le conseguenze drammatiche che ciò provocherebbe. In generale, poi, quando il ragazzo non è in viaggio con la squadra, la famiglia passa diversi periodi a casa sua. Tuttavia, nell’ultimo mese questo non è stato possibile.

Nonostante Booker sia sempre rimasto in casa, talvolta deve ricevere alcuni membri dello staff. E questa eventualità metterebbe troppo a rischio la salute della sorella. Per questo, al momento deve anche sopportare questa lontananza dalla famiglia. “Durante questo tempo, mia sorella e la mia famiglia sono state completamente isolate da casa mia. Questa è una lezione per tutti riguardo alla distanza che bisogna mantenere e su quanto sia seria la situazione. E’ importante sapere che non puoi solo contagiare te stesso, ma anche qualcuno per cui potrebbe essere più letale il virus”.

Nel frattempo Booker continua ad allenarsi in casa nell’eventualità che la stagione NBA più avanti possa riprendere.

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