Anche Bradley Beal degli Washington Wizards cade vvittima del protocollo NBA anti Covid ed è costretto a fermarsi per almeno 10 giorni per aver avut contatti ristretti con Jayson Tatum dei Bosto Celtics, risultato positivo al coronavirus poche ore dopo la partita tra le due squadre di venerdì.
Beal e Tatum hanno chiacchierato per alcui istanti a stretto contatto dopo la sirena finale, una chiacchierata costata alla star di Washington un periodo obbligato di quarantena, Bradley Beal non è sceso in campo sabato nella sconfitta per 128-124 dei suoi Wizards (privi anche di Russell Westbrook) contro i Miami Heat. Coach Scott Brooks ha raccontato di aver appreso dello stop a Beal a poco più di un’ora dalla palla a due, e c’è da attendersi nelle prossime ore che Bradley non sarà l’unico giocatore degli Wizards messo sotto monitoraggio.
Il protocollo anti Covid della NBA prevede uno stop di almeno 7-10 giorni e test per i giocatori fermati per le procedure di contact tracing di un caso positivo con cui siano stati a stretto contatto, sia in squadra che all’esterno come ad esempio in famiglia. Squadre come Boston Celtics e Philadelphia 76ers s sono ritrovate decimate dalle assenze improvvise di Robert Williams (positivo) e dei contatti Tristan Thompson, Jaylen Brown e Grant Williams, ancor prima della notizia di Tatum.
I Sixers hanno giocato in casa contro i Denver Nuggets con soli 7 giocatori effettivamente disponibili, tra giocatori positivi (Seth Curry), contact tracing e infortuni. A inizio stagione la partita tra Houston Rockets e Oklahoma City Thunder era stat rinviata perché i Rockets non avevano potuto schierare il numero minimo di giocatori attivi per una partita NBA ufficiale.
Gli Stati Uniti sono nel ieno di una spaventosa ondata di nuovi contagi da coronavirus, che sta interessando soprattutto le metropoli delle due coste e la California, nella giornata di sabato si sono registrati oltre 250mila nuovi contagi e 3261 decessi, i numeri peggiori dal’inizio dell’emergenza a marzo 2020.

