“Giocare e non pensare al record” è questa la ricetta che Kevin Durant vuole imporre ai suoi Brooklyn Nets, caduti sotto al 50% di vittorie dopo la sconfitta per 126-120 rimediata a Boston, contro un Jayson Tatum scatenato.
Alla sua seconda partita dopo quasi 2 mesi di stop per infortunio, KD ha giocato 39 minuti segnando 37 punti con 6 rimbalzi e 8 assist, portato acqua anche per un Kyrie Irving distratto, con poca grinta e forse più concentrato sui fischi – assordanti – che il TD garden gli ha riservato per tutta la partita.
I Brooklyn Nets hanno avuto il merito di restare in partita in un ambiente ostile, contro la miglior squadra della NBA oggi che con la vittoria di domenica ha fatto 14 su 18, ed è la seconda miglior difesa della lega, a un solo decimale dai Golden State Warriors per defensive rating. Ma contro i 56 punti di Tatum e le 17 triple di squadra di Boston, non c’è stato nulla da fare.
“Possiamo stare qui a dire di essere preoccupati, di essere inquieti, ma la verità è che questa sarebbe la via facile. E’ facile sentirsi arrabbiati, è facile iniziare a dare la colpa a qualcosa o qualcuno. No, noi pensiamo a giocare“, così Durant, che sceglie di non premere il pulsante del panico.
Chi al pulsante del panico non pensa minimamente, è Kyrie Irving, che a partita finita se la ride sotto i baffi quando il TD Garden in tripudio esplode in un “Kyrie sucks!” da pubblico WWE. Il beau geste di Tatum, che cerca di tenere buoni i suoi tifosi, è un gesto di rispetto forse persino eccessivo per quello che resta un avversario. Ma quando segni 54 punti in quel modo, tutto è concesso.
“Abbiamo fatto i conti col fatto che questa stagione sia andata così, a strappi“, dice Irving a fine partita “Tante cose sono successe, tanti cambiamenti. Noi e i Lakers siamo stati quelli più colpiti, quelli che hanno dovuto schierare più quintetti diversi (…) di certo anche io ho le mie responsabilità“.
“Ora ci mancano sole 17 partite ma non siamo in una situazione disperata. Sappiamo che per migliorare e competere al meglio ci sono tante piccole cose da fare meglio, e anche io so che devo fare di più“.
Un’assunzione di responsabilità lucida, per Irving, che in 37 minuti di campo ha passato ampie fasi di partita da spettatore non pagante, mentre Durant tentava isolamento dopo isolamento di tenere i Nets attaccati alla gara. Per Kyrie una prova da 19 punti con 3 palle perse e un solo tiro libero guadagnato, troppo poco.

