Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDallas Mavericks Buio pesto Clippers, i Mavs li travolgono. Lue: “Approfittatene ora”

Buio pesto Clippers, i Mavs li travolgono. Lue: “Approfittatene ora”

di Michele Gibin
clippers mavs

Si sa che quando Luka Doncic vede Clippers, vede rosso, e quando i Clippers gli si presentano davanti nello stato in cui versano dopo la trade per James Harden, 44 punti in 32 minuti con appena 5 errori al tiro sembrano persino pochi.

I Dallas Mavs hanno travolto gli LA Clippers per 144-126 all’American Airlines Center, in una partita valevole anche per la classifica dei gironi della NBA Cup. Dallas non gioca sul suo parquet City Edition personalizzato per alcuni problemi logistici, cosa che purtroppo o per fortuna non impedisce al pubblico e a casa di osservare che cosa i Mavs facciano ai loro rivali.

I Clippers reggono un quarto, il primo, in una partita in cui avevano inziato anche bene con un 8-0 di parziale. Kawhi Leonard è aggressivo e intenzionato a dettare il livello di intensità per i suoi, e per i primi 12 minuti ci riesce anche, l’ex Raptors attacca il canestro e trova tiri comodi sul perimetro per James Harden, e tiri liberi. Il problema più grosso è però nella metà campo difensiva, dove i Mavs capiscono presto dove andare a premere. Ivica Zubac viene coinvolto in tanti pick and roll alti, la difesa dei Clippers è costretta a rotazioni lunghe e a scoprirsi davanti ai tiratori di Dallas, ed è Kyrie Irving con due triple in fila alla fine della frazione a tagliare il vantaggio che LA si era costruito.

Inizia il secondo quarto, e finisce la partita. Con Doncic, Irving e Dereck Lively II che fa onore al suo cognome per l’attività che ci mette in campo, Dallas schizza sul 54-35 in 6 minuti di gioco, e chiude la frazione con un 47-18 di parziale, i Clippers si ritrovano sotto per 77-51 all’intervallo.

Il terzo quarto serve solo a prendere atto del risultato, i Mavericks si trovano avanti a un certo punto anche per 99-68 e entrambe le squadre mandano in panchina i titolari per il quarto periodo, in cui i Clippers con 37 punti rendono appena più accettabile il divario. Luka Doncic segna 6 triple su 9 tentativi e chiude con 6 rimbalzi e 6 assist in 32 minuti, Irving segna 27 punti con 5 triple e dalla panchina Tim Hardaway Jr chiude con 17 punti, Dallas manda a bersaglio 19 tiri da tre punti e termina col 52% dal campo con appena 8 palle perse per 30 assist di squadra. Tra primo e secondo quarto i Mavs piazzano un parziale di 35-4.

I Clippers perdono la terza partita su tre da quando è arrivato James Harden. L’ex Sixers segna 14 punti con 5 rimbalzi e 6 tiri in 29 minuti, il parziale del secondo quarto arriva, e questa è la cosa peggiore, per la squadra di Tyronn Lue quando il Barba è in panchina e in campo ci sono Russell Westbrook, Terance Mann, PJ Tucker e un Paul George che da quando ha un nuovo compagno di reparto non sa più dove mettersi. PG13 chiude con 3 su 12 dal campo e 1 su 7 da tre, e tra i fantastici quattro (insomma) dà l’impressione di essere quello che ha pescato la pagliuzza corta.

I Clippers riescono in attacco a tratti a creare almeno buoni tiri da tre punti, ma la mira è sparita assieme a ogni barlume di energia: 8 su 27 dalla distanza. Kawhi Leonard chiude con 26 punti in 29 minuti, per Westbrook 14 punti e per Bones Hyland 17 punti.

Non può andare peggio di così, e io vi dico che andrà bene, andrà tutto bene per cui è meglio che le altre squadre ne approfittino ora“, è il commento arrembante di coach Lue dopo la partita. D’altro canto, che altro si potrebbe fare? Nel post partita parlano tutti, Leonard, George e Harden, e i leit motiv sono l’attesa e la pazienza: “Io ho ancora fiducia, ci stiamo ancora conoscendo e oggi si sono viste alcune piccole cose. Solo che ora non riusciamo a sostenerle ma quando accadrà, torneremo a girare. Ora restiamo a galla e non perdiamo fiducia, sosteniamoci a vicenda“, così Kawhi.

Il talento non ci manca, dobbiamo trovare il modo di restare aggressivi e creare tiri per gli altri e per sé stessi. Nel primo quarto lo avevamo fatto bene, poi tutto è crollato. Io? Sto cercando di trovare il mio equilibrio e non pestare i piedi a nessuno, e al tempo stesso a essere me stesso in campo. E’ un processo e può essere anche un poco frustrante, vorremmo vincere sempre“, ha detto James Harden. “Io mi vedo qui come un facilitatore e un realizzatore, e non ho problemi a cavalcare un altro giocatore quando vedo che funziona, e a creare per lui buoni tiri. Perché so che finché farò così, in attacco avremo sempre buoni tiri e quindi buone chance di vincere“.

You may also like

Lascia un commento