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Bulls, mentre i titolari faticano a chiudere le partite, Young vuole più minuti in campo

di Gabriele Melina

In casa Chicago Bulls sono sorti i primi problemi di malcontento generale, dovuti ad una squadra ancora molto inesperta nel gestire il ritmo delle partite, specialmente nei momenti decisivi. A seguito di una striscia negativa, composta da tre gare perse consecutive, sono giunti al pettine alcuni nodi fondamentali: il quintetto titolare, ovvero il gruppo che dovrebbe rappresentare l’élite della franchigia, non è grado di fare il salto di qualità nei momenti, in cui è maggiormente richiesto il loro supporto.

Per esempio, il match tenutosi tra Bulls e Toronto Raptors, è stato l’emblema di questo deficit. Zach LaVine, star e punto di riferimento per coach Jim Boylen, ha giocato il possesso decisivo per sigillare l’incontro, risultato in un sottomano sbagliato contro due difensori. Come dichiarato dallo stesso LaVine, la decisione di concludere con questo tipo di tiro è stata molto superficiale, soprattutto perché Daniel Gafford era libero all’interno del pitturato, e con la possibilità di ricevere il pallone decisivo.

Ho visto Marc Gasol salire in aiuto, ed ho pensato di farlo saltare per ottenere un fallo. Credevo che andare in lunetta sarebbe stata la mossa giusta per concludere l’incontro, eppure, non ha funzionato. Dovevo utilizzare un ulteriore palleggio, così avrei potuto leggere meglio il raddoppio, per poi scaricarla a Daniel (Gafford, ndr)

Seguendo questa tendenza, i Bulls continueranno ad arrivare vicini al traguardo, ma difficilmente riusciranno ad ottenere una vera serie di vittorie, alimentando il flusso negativo che li circonda. A tal proposito, anche il capo allenatore della franchigia Jim Boylen ha deciso di esprimere la sua opinione:

Il lavoro dei titolari è di rientrare in partita, acquisire ritmo, e concludere l’incontro. Questo è ciò che hanno fatto i Raptors. Il passo successivo, per noi, è di arrivare a questo livello. Dobbiamo imparare a gestire queste situazioni, eppure ci siamo già molto vicini

Thaddeus Young: un ruolo ancora da definire

Thaddeus Young, veterano nel panorama NBA dalla stagione 2007\08, sta vivendo un momento poco soddisfacente in quel di Chicago. Questo malcontento, è dovuto ai pochi minuti di gioco a lui affidati durante le partite. In questa stagione, Young sta giocando soli ventuno minuti, un minimo in carriera: “Tutti vogliono giocare il più possibile, io invece, voglio essere produttivo verso la mia squadra, accetto qualunque ruolo l’allenatore mi proponga“; ma il giocatore pare aver avanzato una richiesta per ricevere più minutaggio.

Per di più, secondo alcune fonti, Young potrebbe arrivare a richiedere una trade dal momento in cui, il 15 dicembre, sarà abilitato a farlo. D’altro canto però, bisogna considerare l’alta professionalità del trentunenne ex Pacers, il quale raramente si è lasciato andare a lamentele pubbliche contro la sua squadra.

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