La tradizione NBA vuole da sempre i Los Angeles Clippers dietro, ad inseguire i più nobili cugini in giallo-viola.
L’era di Lob City sulla sponda Clippers, e la concomitante fine dell’era Kobe Bryant ai Lakers ha ribaltato negli ultimi anni le gerarchie cittadine in California.
Poi l’estate 2018, LeBron James arriva in città e ordine ristabilito allo Staples Center, mentre Doc Rivers cerca di mettere assieme i pezzi derivati dallo smembramento del gigante dai piedi d’argilla, e farne una squadra di pallacanestro.
Non proprio. Dopo 35 partite partite malcontate di regular season – Lob City o no – i Los Angeles Clippers resistono ancora e sempre all’invasore, come Asterix il Gallico, e rimangono davanti, vincendo pure il derby (qui il recap di NBAPassion a cura di Giovanni Rossi)
I Lakers che venerdì notte sono usciti sconfitti dalla stracittadina non sono i veri Lakers, va detto. Niente LeBron James, Niente Rajon Rondo, niente JaVale McGee, niente tiro da tre punti. Ai Clippers sono bastati 36 facili punti di Lou Williams ed una doppia-doppia di Danilo mandatemiallallstagame Gallinari, e l’energia e la fascia lunga e bianca di Montrezl Harrell.
Un Montrezl Harrel che nel post gara ha ribadito il diritto di cittadinanza a L.A. dei bianco-rossi.
“Che partita, che bello. Alcuni ci considerano ancora solo come l’altra squadra di Los Angeles, ma a noi importa poco. Ma vogliamo far sapere a tutti chi siamo, noi ci chiamiamo L.A. Clippers, ci sono due squadre a Los Angeles. La leggenda, la storia dei Lakers… la rispetto e va bene così. Ma non ci do molto peso, anzi per me non conta un c***o, con rispetto parlando. Io e i miei compagni scendiamo in campo ogni giorno per far capire a tutti chi siamo”
– Montrezl Harrell dopo Clippers-Lakers –

