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Coronavirus, i giocatori NBA in coro: “No alle porte chiuse”

di Francesco Schinea

L’emergenza Coronavirus continua ad essere all’ordine del giorno nel mondo NBA. La lega statunitense ha già preso diversi provvedimenti per arginare la diffusione del Covid-19, ma nei prossimi giorni saranno valutate altre ipotesi. Tra queste vi è la possibilità di disputare le partite senza pubblico.

Dopo LeBron James, scagliatosi contro un’eventuale disputa dei match a porte chiuse, molti giocatori si sono schierati dalla parte della star dei Lakers. Fra questi anche De’Aaron Fox dei Sacramento Kings:

“Penso che preferirei rinviare le partite piuttosto che giocare senza tifosi. É questo il motivo per cui c’è un fattore campo. Fa parte della maggior parte degli sport avere un vantaggio in casa o entrare in un ambiente ostile. Fa parte del gioco. Senza i tifosi, non è lo stesso”

Neppure i protagonisti dei Miami Heat sono d’accordo con tale ipotesi, come affermato qualche giorno fa dopo la sconfitta contro i Pelicans.

“Sarebbe noioso”, ha detto Bam Adebayo. “Sembrerebbe di giocare in un campo neutro, senza distinzione tra casa e trasferta”.

Di tutt’altra opinione invece Solomon Hill, aperto a tale eventualità pur di salvaguardare la salute pubblica.

“Sarebbe strano, ma bisogna essere sicuri che siano tutti protetti. Vedremo se arriveremo fino a questo punto. Mi auguro di no, non ho mai giocato in una situazione del genere”.

É stato poi il turno della star dei Boston Celtics, Kemba Walker. L’ex Hornets ha totalmente ribadito ciò che era stato precedentemente affermato dai suoi colleghi: “Sarebbe terribile. Potrebbero anche annullare le partite. Tutti devono solo essere un po’ più cauti, ma sono abbastanza sicuro che continuerò a firmare autografi”.

In attesa di capire quali saranno le nuove misure adottate dalla NBA è chiara dunque l’intenzione dei giocatori, continuare cioè a giocare regolarmente nonostante la situazione relativa al Coronavirus.

Bisognerà attendere il tavolo con le 30 squadre annunciato per mercoledì per discutere i nuovi provvedimenti. Nel frattempo la NBA non si ferma.

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