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Crisi Cina-NBA, altro capitolo: il governo cinese smentisce le accuse di Silver su Morey

di Tommaso Ranieri

La crisi Cina-NBA non accenna a placarsi. Dopo la querelle andata avanti per tutta la scorsa settimana, che ha riguardato anche da vicino personaggi di spicco quali il commissioner Adam Silver, il presidente americano Donald Trump e, in ultimo, il cestista LeBron James, un nuovo capitolo è emerso nella giornata di ieri.

Crisi Cina-NBA: i nuovi retroscena della vicenda

Nello specifico, stando a quanto riportato da Bleacher Report, Adam Silver avrebbe accusato la Cina di aver apertamente richiesto alla franchigia degli Houston Rockets di licenziare Daryl Morey. Quest’ultimo, in particolare, è il fulcro delle ultime polemiche insorte tra le due parti a causa dell’ormai celeberrimo tweet in cui sosteneva la sua vicinanza ai manifestanti di Hong Kong.

Southwest Division

Russell Westbrook insieme al general manager Daryl Morey con la sua nuova maglia degli Houston Rockets. Quest’ultimo è al centro della vicenda tra lo Stato cinese e la lega di basket americana.

A tali pesanti dichiarazioni, la reazione del governo di Pechino non si è fatta attendere. Il portavoce del Ministero degli Esteri infatti ha rilasciato la ufficiale posizione dell’Esecutivo

Non abbiamo mai chiesto questo. Sono solo bugie.

La situazione, che dopo i burrascosi giorni precedenti sembrava in via di risoluzione, ora appare di nuovo tesa. La decisione unilaterale della Cina di sospendere la visione dei match di pre-season in programma nel Paese, ha suscitato diverse reazioni di sdegno negli Stati Uniti, prima fra tutte, ovviamente, quella di Adam Silver. Quest’ultimo, poi, ha espresso ieri la sua preoccupazione per la notevole perdita d’immagine che la lega sta subendo, unita anche alle inevitabili negative conseguenze economiche.

Le perdite sono sotto gli occhi di tutti, e la settimana scorsa sono state sostanziali. Le conseguenze finanziarie sono state drammatiche, ma potrebbero peggiorare ulteriormente.

In conclusione, dunque, la crisi tra Cina e NBA rischia di provocare un escalation dai risultati assolutamente imprevedibili. E se l’amministrazione, in tal senso, fino a questo momento appariva del tutto estranea alla questione, attualmente è quanto mai chiaro che le rispettive diplomazie si adoperino per sistemare una vicenda che, con lo sport, non ha ormai più nulla a che vedere.

 

 

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