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Cuban conservatore sulle riforme NBA: “Il torneo non mi esalta”

di Francesco Catalano

Continuano le dichiarazione e le discussioni riguardo le riforme che la NBA starebbe cercando di mettere in pratica (soprattutto per quanto concerne il possibile torneo), e l’ultimo parere che arriva è quello di Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks.

Le opzioni in gioco sono tante e, oltre alla riduzione del numero di partite della regular season, si sta tanto discutendo appunto  a proposito dell’introduzione di un torneo all’interno della stagione. Preferibilmente nel periodo tra il giorno del Ringraziamento e Natale. Questo torneo renderebbe più frizzante ed interessante l’andamento di una regular season eterna che a tratti potrebbe annoiare i tifosi. Questa iniziativa, però, servirebbe anche per le squadre che non parteciperanno alla corsa per il titolo, ma effettueranno il cosiddetto “tanking”.  Quale sarebbe quindi il premio in palio di questo possibile torneo?

Come ha rivelato ieri Marc Stein del New York Times, si parlerebbe di una scelta extra al primo giro del Draft successivo per il vincitore. Un premio che sarebbe molto ambito. Ma non mancano alcune perplessità: come quelle appunto di Mark Cuban.

“Non sono un grande sostenitore del torneo a metà stagione. Sostengo invece del ‘Scegli un obiettivo e cerca di portarlo a termine’”. Ha speso poi anche qualche parola all’altra possibile modifica in corso: ossia quella riguardante gli accoppiamenti dei playoffs. Ma il proprietario dei Mavericks non si è detto troppo entusiasta nemmeno di questa possibilità. Pare di capire che Cuban sia più un conservatore che un progressista. Ma dagli ultimi sviluppi, è ormai chiaro  che la NBA, e Adam Silver in testa, abbiano voglia di cambiare e di portare diverse innovazioni.

In seguito Cuban ha risposto anche a qualche domanda sulla promettente stagione di Dallas. In particolar modo gli è stato chiesto se la società si muoverà sul mercato in vista della trade deadline, contando che la situazione salariale della franchigia non è delle più esaltanti.

Non posso parlare di giocatori di altre squadre, ma come salary cap non siamo messi benissimo. Per fare un buon accordo, devi rinunciare a gran parte del monte salari. Intendo che non possiamo accollarci un contratto pesante senza esserci liberati di un bel po’ di salari”.

In ultimo, ha commentato anche quali sono le intenzione della squadra sul ruolo di Porzingis. Infatti, molti addetti ai lavori si sono domandati se il lettone sia più funzionale da ala grande o da centro nel sistema Mavericks. Per i più non possiede ancora i movimenti giusti per giocare da “5”, ma se riuscisse a padroneggiarli sarebbe la sua posizione ideale. Anche Cuban protende per questa ultima soluzione in cui l’ex Knicks potrebbe davvero creare molti più problemi alle difese avversarie.

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