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Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State Warriors Per Curry gli Warriors sono ancora da titolo: “Sempre stato l’obiettivo”

Per Curry gli Warriors sono ancora da titolo: “Sempre stato l’obiettivo”

di Lorenzo Brancati

Dopo cinque annate di dominio incontrastato da favoriti assoluti al titolo, i Golden State Warriors di Steph Curry si apprestano a vivere un’annata non semplicissima. Non semplicissima per la perdita durante l’off-season di giocatori del calibro di Kevin Durant, Andre Iguodala e Shaun Livingston e per l’infortunio a lunga degenza di Klay Thompson.

Ecco che dunque, nonostante l’arrivo di D’Angelo Russell, Curry avrà inevitabilmente sulle spalle la pressione di una franchigia intera. Il numero 30, due volte MVP della stagione regolare (2015 e 2016), dovrà per forza di cose condurre i suoi come un vero leader.

Le pressioni comunque non lo spaventano, come ha raccontato ai microfoni di Chris Haynes, per Yahoo Sports“Se non credessi in me stesso, per primo, sarei infastidito. Non sono preoccupato.” ha continuato “E pressione non è la parola giusta. Credo ci sia consapevolezza della nostra situazione, ma in questo anche una certa libertà di pensare solo a giocare. (…) La fiducia in me non mi è mai mancata. (…) Può sembrare tutto diverso, ma la mia mentalità è la stessa dal 2015.”

Curry non si è poi affatto tirato indietro quando si è parlato di obiettivi stagionali per i suoi, fissando l’asticella estremamente in alto:

Il titolo NBA è ancora il nostro obiettivo. Lo è sempre stato. L’abbiamo vissuto in tutte le salse, e vogliamo tornare a quelle altitudini . (…) Sarà anche cambiata la situazione interna, ma inseguiamo ancora lo stesso obiettivo.

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Steph Curry, Klay Thompson e Draymond Green hanno cambiato la storia degli Warriors

Il tre volte campione NBA ha infine affrontato il discorso, ormai arcinoto, riguardo la durata della stagione regolare: “Si è sempre detto di doverci concentrare sulle prime 20 partite stagionali, ma quest’anno sarà diverso. Se prima lo facevamo per rompere fin da subito la monotonia delle 82 partite totali, quest’anno serviranno per sviluppare subito la capacità di avere il senso d’urgenza giusto.” ha poi aggiunto, riguardo le sue 82 partite “Dovrò ascoltare il mio corpo. (…) Sono piuttosto bravo a capire quando e come essere al meglio. Ovviamente non giocherò tutte e 82 le gare, ma sarò pronto a qualsiasi livello di intensità.”

Insomma, dopo un esordio con il botto in pre-season, Curry suffraga anche a parole quanto già dimostrato in campo. Il numero 30 di Golden State è pronto a tutto pur di mantenere i suoi a galla tra le migliori della lega.

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