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Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles Clippers Doc Rivers: “Kawhi scelse George, avremmo potuto perdere entrambi”

Doc Rivers: “Kawhi scelse George, avremmo potuto perdere entrambi”

di Michele Gibin

I Los Angeles Clippers di Doc Rivers sono in una sorta di fase estatica da almeno due mesi, in attesa di vedere sul campo il rendimento di una delle coppie potenzialmente più efficaci proponibili oggi su di un parquet NBA, attacco e difesa: Kawhi Leonard e Paul George.

Per i Clippers la realizzazione di un piano partito da lontano, dalla cessione di Blake Griffin finito ai Detroit Pistons 6 mesi dopo aver firmato con LA il contratto della vita, e con l’obiettivo di competere nella traboccante free agency 2019 per almeno due tra Kawhi Leonard, Kevin Durant e Kyrie Irving, i tre migliori free agent su piazza.

Clippers, la parola di Kawhi Leonard: “Rinforzate la squadra e ci sarò”

L’infortunio di Durant fece puntare il front office dei Clips verso Leonard, losangelino con una voglia matta di tornare in California e con poca voglia di vestire la maglia gialloviola dei Lakers nella squadra di LeBron James. Ciò che successe oltre due mesi fa, in concomitanza della scelta di Kawhi di legarsi ai Clippers, ovvero l’arrivo di Paul George e lo stravolgimento in casa Oklahoma City Thunder, ce lo racconta coach Doc Rivers dalle pagine del LA Times.

Fu Lawrence Frank (president of basketball operations dei Clippers, ndr) ad organizzare tutto” Spiega Rivers a Arash Markazi “Io ho ricevuti sin troppi meriti, così come Jerry West. Frank è l’eroe, andava assieme a Steve Ballmer a vedere le partite dei Raptors fino a che non ci hanno detto che non potevamo più farlo, allora abbiamo mandato soltanto gente a sedersi sugli spalti (…) volevamo mostrare a Kawhi (Leonard, ndr) che i Clippers c’erano e che erano interessati“.

Con noi Kawhi Leonard accettò di venire nella nostra facility per l’incontro, mentre invece aveva ricevuto i Lakers nella sua stanza d’hotel nonostante i loro inviti al El Segundo (…) lì sentimmo di avere un vantaggio nelle trattative. Prima dell’incontro pensavamo che avremmo dovuto estorcergli delle parole, invece Leonard si dimostrò molto aperto con noi, e soprattutto molto chiaro. Mi parlò e disse: voglio giocare per te. Quindi si rivolse a Ballmer e disse: ammiro il vostro lavoro ma la squadra così com’è non è abbastanza forte. Verrò solo se riuscirete a rinforzarla

Doc Rivers: “George fu un rischio, ma sapevamo che OKC avrebbe disfato la squadra”

In quel momento i Clippers scelsero, come raccontato da Doc Rivers, di calare l’asso, ovvero una del tutto ipotetica e rischiosa lista di giocatori graditi a Leonard: “Avevamo questa lista, un rischio (…) Leonard avrebbe scelto da questa lista un giocatore che non avremmo magari potuto prendere, non avevamo certezze da nessuna parte. Gli abbiamo proposto giocatori che ritenevamo potessero ben sposarsi con le sue qualità, lui vide il nome di Paul George e disse: lui“.

Leonard volle solo George, non considerò nessun altro giocatore. Ad incontro finito, sapevamo che dovevamo arrivare a Paul George in qualche modo. Sapevamo già che OKC avrebbe finito per disfare la squadra, questo ci aiuto ma non sapevamo se saremmo riusciti a prendere PG

Un dettaglio cui, come noto, posero rimedio i due diretti interessati: Paul George chiese ed ottenne da Sam Presti, general manager dei Thunder, una trade lampo con i Clippers. Presti acconsentì solo dopo aver stimolato i Toronto Raptors e chiesto a Masai Ujiri il talento di Pascal Siakam, soprattutto per convincere i Los Angeles Clippers ad “allargare i cordoni della borsa” con Shai Gilgeous-Alexander e ben 7 future prime scelte, oltre all’ultimo anno di contratto di Danilo Gallinari.

Paul George

L’ultima giocata in maglia Thunder di Paul George, la fine dell’era Westbrook

Steve Ballmer non era convinto dal cedere così tante prime scelte” Prosegue Rivers “Sei scelte per Paul George erano una follia per lui, lo convincemmo dicendogli: sei scelte per Paul George e Kawhi Leonard, devi vederla così“.

Una trattativa complessa per tempi e modi quella tra Clippers e Thunder, dettata all’inizio dalla scarsa disponibilità di Presti ad accettare l’offerta di Ballmer (e guadagnare tempo). Racconta Rivers:

Il 10, giorno della trade, l’affare sembrava saltato. Lawrence Frank mi chiamo: “pare che (Kawhi Leonard, ndr) sia indeciso tra Raptors e Lakers” L’accenno ai Lakers mi mise al tappeto: non poteva essere vero… non potevamo permettere che accadesse, ricordò che dissi – scherzando ma non troppo – a Frank che se Leonard fosse andato ai Lakers avremmo spostato la squadra a Seattle

Poche ore dopo quella chiamata, l’affare si era già rimesso sui giusti binari per i Clippers, come raccontato da Rivers in occasione della presentazione ufficiale di Leonard e George.

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