Gli Oklahoma City Thunder dominano gara 7 in casa contro i Denver Nuggets e accedono alle finali della Western Conference dove affronteranno i Minnesota Timberwolves, al Paycom Center finisce 125-93.
La resistenza dei Nuggets, chiamati a un’impresa impossibile con un Aaron Gordon stoicamente in campo nonostante un infortunio, e come al solito con le rotazioni cortissime, dura un quarto e mezzo. Il tempo per la difesa di OKC di prendere le misure a un Nikola Jokic stanchissimo e di scommettere sulle percentuali basse di Jamal Murray e Michael Porter Jr, e di uscire alla distanza con una freschezza fisica e una profondità che Denver non può neppure sognarsi.
Il parziale decisivo arriva alla fine del secondo quarto, con la difesa dei Thunder che forza tre palle perse in fila dei Nuggets. I padroni di casa vanno avanti per 53-42, chiudono il primo tempo sul +14 e non si voltano più indietro. Oklahoma City aveva iniziato invero imballata in attacco, Denver aveva deciso di riempire l’area dei tre secondi contro Shai Gilgeous-Alexander e invitare Alex Caruso, Jalen Williams, Lu Dort e Cason Wallace a batterli da tre punti. Nel primo quarto è una strategia che paga con OKC che segna soli 21 punti.
Poi Mark Daigneaut decide di tenere Alex Caruso in marcatura asfissiante su Jokic, il quale non riesce mai a prendere posizione e a farsi servire. E in queste condizioni l’attacco di Denver non riesce a creare buoni tiri. I Thunder giocano sulle linee di passaggio e limitano Jamal Murray sui pick and roll senza mai cambiare marcatura, Murray non riesce mai a battere l’uomo dal palleggio e i Nuggets battono in testa.
Il vantaggio di OKC lievita sul +20 in apertura di terzo periodo e si capisce che è finita. Coach David Adelman richiama in panchina un Aaron Gordon encomiabile, che gioca su una gamba sola, e al suo posto Peyton Watson e Russell Westbrook combinano solo pasticci, in una situazione oggettivamente complicata. Gara 7 termina ufficiosamente a inizio quarto periodo quando Adelman svuota la sua panchina e ammette la sconfitta.
Shai Gilgeous-Alexander chiude la sua gara 7 con 35 punti, Jalen Williams riscatta una gara 6 negativa con 24 punti, 5 rimbalzi e 7 assist ma l’uomo partita per OKC è Alex Caruso. L’ex Bulls difende su Jokic permettendo a Chet Holmgren e Isaiah Hartenstein di giocare in aiuto, segna 11 punti con 3 recuperi difensivi e la sua pressione difensiva unita a quella di Wallace e Williams si mangia i palleggiatori di Denver, Jamal Murray in primis.
Senza più nulla da dare, Nikola Jokic termina con 20 punti, 9 rimbalzi, 7 assist e 5 palle perse, per Michael Porter Jr sempre a mezzo servizio causa un infortunio alla spalla sinistra, appena 6 punti in 23 minuti. Murray non fa mai canestro e Watson e Westbrook dalla panchina chiudono con un plus\minus tremendo. Sono 22 le palle perse per Denver.
Nuggets che pur corti e infortunati hanno avuto il grande merito di trascinare la serie fino alla “bella” contro una squadra più forte, fisica, giovane e profonda, e per di più Denver era reduce da un primo turno a 7 partite contro i Clippers. Di più da questo gruppo non si poteva ottenere.
Pur con dei patemi di troppo, in finale di conference contro i Twolves ci vanno i Thunder, per OKC nell’era di Shai Gilgeous-Alexander è la prima volta. E i Thunder avranno il vantaggio del fattore campo, ma appena 48 ore per ricaricare le pile in vista di gara 1 mentre Minnesota attende da giorni dopo aver eliminato i Golden State Warriors in 5 partite.

