Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiDraft 2026, le migliori scelte per noi: Mara il “Wemby stopper”, Carr ai Lakers. E al secondo giro…

Draft 2026, le migliori scelte per noi: Mara il “Wemby stopper”, Carr ai Lakers. E al secondo giro…

di Filippo Beltrami
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Darryn Peterson agli Utah Jazz, scelta n. 2

Darryn Peterson agli Utah Jazz è una delle scelte più importanti dell’intero draft. Utah aveva bisogno di un giocatore capace di diventare il punto centrale della ricostruzione, e Peterson ha tutte le qualità per ricoprire quel ruolo.

Peterson è una guardia moderna, con grande talento offensivo, capacità di creare dal palleggio e un tiro già molto interessante. Nella sua stagione a Kansas ha chiuso con 20.2 punti, 4.2 rimbalzi e 1.6 assist di media, tirando con il 43.8% dal campo e il 38.2% da tre punti. Anche se il numero degli assist non è altissimo, il suo impatto offensivo resta molto importante perché può segnare in diversi modi: attaccando il ferro, tirando dal mid-range o punendo le difese da tre punti.

Durante la stagione ha ricevuto riconoscimenti importanti all’interno della Big 12, venendo inserito nell’All-Big 12 Team e nel Big 12 All-Freshman Team. Non ha avuto una stagione piena di premi nazionali come altri prospetti, anche per alcuni problemi fisici, ma il talento individuale è rimasto evidente per tutto l’anno.

Per i Jazz, questa scelta ha molto senso perché aggiunge un giocatore giovane, talentuoso e pronto a prendersi responsabilità. Dopo gli anni di transizione seguiti alla fine dell’era Donovan Mitchell e Rudy Gobert, Utah aveva bisogno di un nuovo volto. Peterson può diventare esattamente questo. Di sicuro ha il tipo di talento che può cambiare il futuro di una franchigia.

Cameron Boozer ai Memphis Grizzlies, scelta n. 3

Una delle migliori scelte dell’intero draft è sicuramente Cameron Boozer ai Memphis Grizzlies con la terza chiamata. Anche se non è stato scelto con la numero uno, molti analisti lo considerano forse il giocatore più completo della classe.

Boozer non è necessariamente il prospetto più esplosivo dal punto di vista atletico, ma è estremamente solido in quasi ogni aspetto del gioco. A Duke ha prodotto 22.5 punti, 10.2 rimbalzi e 4.1 assist di media, tirando con grande efficienza dal campo. Questi numeri mostrano un giocatore completo, capace di segnare, controllare i rimbalzi e coinvolgere i compagni. Non è solo un realizzatore, ma un lungo moderno con grande intelligenza cestistica.

La sua stagione è stata anche una delle più premiate del college basketball. Boozer è stato nominato consensus National Player of the Year, vincendo i principali riconoscimenti nazionali, tra cui Naismith Trophy, Wooden Award, AP Player of the Year, USBWA Oscar Robertson Trophy, NABC Player of the Year e Sporting News Player of the Year. A livello di conference è stato ACC Player of the Year, ACC Rookie of the Year, First Team All-ACC e ACC Tournament MVP. Ha anche vinto il Lute Olson National Player of the Year Award e il Kyle Macy National Freshman of the Year Award.

Per Memphis è una scelta perfetta perché i Grizzlies avevano bisogno di aggiungere talento vero, ma anche maturità cestistica. Boozer può diventare un punto fermo della squadra per molti anni. Il fatto che sia arrivato alla terza scelta rende questa chiamata ancora più preziosa, perché Memphis potrebbe aver preso un giocatore pronto a contribuire subito ma anche con margini importanti per crescere.

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