Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiDraft 2026, le migliori scelte per noi: Mara il “Wemby stopper”, Carr ai Lakers. E al secondo giro…

Draft 2026, le migliori scelte per noi: Mara il “Wemby stopper”, Carr ai Lakers. E al secondo giro…

di Filippo Beltrami
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Aday Mara agli Oklahoma City Thunder, scelta n. 12

Aday Mara agli Oklahoma City Thunder è una scelta molto interessante soprattutto per il contesto. Oklahoma City ha già una delle squadre più talentuose e profonde della NBA, quindi poteva permettersi di scegliere un giocatore con caratteristiche specifiche.

Mara è un lungo enorme, con grande altezza, protezione del ferro e buone capacità di passaggio per la sua taglia. A Michigan ha chiuso la stagione con 12.1 punti, 6.8 rimbalzi, 2.4 assist e 2.6 stoppate di media, tirando con il 66.8% dal campo. Le sue statistiche non mostrano un giocatore dominante come realizzatore, ma evidenziano un profilo molto utile: efficienza vicino al ferro, presenza difensiva e capacità di proteggere il canestro.

Dal punto di vista dei riconoscimenti, Mara ha vinto il titolo NCAA con Michigan ed è stato nominato Big Ten Defensive Player of the Year. Questo premio è molto importante perché conferma il motivo principale per cui Oklahoma City lo ha scelto: la difesa. Il centro spagnolo non è stato preso solo per il potenziale fisico, ma anche perché ha già dimostrato di poter cambiare le partite proteggendo il ferro.

Proprio per questo, può essere visto anche come un possibile “Wembanyama stopper”. Ovviamente fermare un giocatore come Victor Wembanyama è quasi impossibile per chiunque, ma avere un centro con quella taglia dà ai Thunder un’opzione difensiva più credibile contro i lunghi dominanti della Western Conference.

In più, la scelta di Mara può avere anche un significato economico e strategico. Oklahoma City ha un roster giovane ma destinato a diventare sempre più costoso. Prendere un centro di prospetto come l’ex giocatore di UCLA dà ai Thunder la possibilità, se necessario, di scambiare Isaiah Hartenstein per motivi di salary cap senza rimanere scoperti nel ruolo. Mara non è ancora un prodotto finito, ma può già dare minuti come rim protector, rimbalzista e presenza fisica vicino al ferro.

Per i Thunder, questa scelta può quindi essere vista in due modi: come una risposta tecnica ai grandi lunghi della conference e come una mossa utile per mantenere flessibilità salariale. Mara non dovrà fare tutto subito, ma potrà crescere in un ambiente già competitivo e ben organizzato.

Karim López ai Memphis Grizzlies, scelta n. 21

Karim López ai Memphis Grizzlies è una delle scelte più intriganti del draft. Per i Grizzlies, questa è una scelta molto interessante perché aggiunge un profilo internazionale giovane, lungo e versatile.

López è un’ala messicana che arriva da un percorso diverso rispetto alla maggior parte dei prospetti americani. Ha giocato in NBL, la lega professionistica australiana, con i New Zealand Breakers, affrontando un tipo di pallacanestro più fisica e professionale rispetto al college. Nell’ultima stagione ha prodotto 11.9 punti, 6.1 rimbalzi, 1.9 assist, 1.2 recuperi e 1 stoppata di media in circa 25.6 minuti a partita. Questi numeri non sembrano enormi se li paragoniamo a quelli dei prospetti NCAA più utilizzati, ma bisogna leggerli dentro un contesto professionistico più difficile, contro giocatori più grandi, fisici ed esperti.

A differenza di altri nomi in questa lista, López non arriva al draft con grandi premi individuali NCAA, anche perché non ha giocato nel sistema universitario americano. Tuttavia, molti lo considerano uno dei migliori prospetti internazionali della classe 2026. Questo conta molto, perché il suo valore non sta solo nella produzione immediata, ma anche nel percorso già professionistico e nel margine di crescita.

Non è ancora un prodotto finito. Avrà bisogno di tempo per migliorare fisicamente, diventare più continuo al tiro e capire il ritmo della lega. Però ha taglia, mobilità e buoni istinti. Per Memphis, che aveva già preso Cameron Boozer, aggiungere anche López significa costruire un frontcourt giovane, profondo e con grande potenziale. Non bisogna giudicare questa scelta soltanto per quello che López può dare subito, ma soprattutto per quello che può diventare tra qualche anno.

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