Cameron Carr ai Los Angeles Lakers, scelta n. 24
Cameron Carr ai Los Angeles Lakers è una delle scelte migliori per rapporto tra talento e posizione. I Lakers sono riusciti a salire alla scelta numero 24 e hanno preso un giocatore che molti esperti vedevano come possibile chiamata più alta.
Carr arriva da Baylor, dove ha mostrato grandi qualità offensive. Ha chiuso la stagione con 18.9 punti, 5.8 rimbalzi e 2.6 assist di media, tirando con il 49.4% dal campo e il 37.4% da tre punti. Sono numeri molto interessanti per una guardia/ala atletica, soprattutto perché mostrano sia produzione offensiva sia presenza fisica a rimbalzo. Inoltre, il suo tiro da tre punti credibile lo rende un profilo adatto alla NBA moderna.
Carr non ha avuto una stagione piena di premi nazionali, ma ha comunque ricevuto riconoscimenti importanti. È stato inserito nell’All-Big 12 Third Team e ha stabilito il record di Baylor per punti segnati in una singola stagione da sophomore, con 642 punti. Inoltre, quella produzione lo ha portato al quinto posto nella storia di Baylor per punti segnati in una singola stagione, indipendentemente dall’anno di classe.
La cosa più interessante è che Carr può aiutare in modi diversi. Non deve per forza avere sempre la palla in mano per essere utile. Può tagliare, correre il campo, tirare sugli scarichi e portare punti dalla panchina. Se migliorerà in difesa e aggiungerà forza fisica, i Lakers potrebbero aver trovato un giocatore molto prezioso a fine primo giro. Per Los Angeles, abituata a vivere con pressione e aspettative alte, prendere un giocatore così atletico e versatile alla 24 può rivelarsi una mossa molto importante.
Isaiah Evans ai Minnesota Timberwolves, scelta n. 33
Isaiah Evans ai Minnesota Timberwolves è una delle scelte più interessanti dell’inizio del secondo giro. Per i Timberwolves, questa può essere una scelta molto intelligente perché Evans porta una qualità che in NBA serve sempre: il tiro.
Evans arriva da Duke, dove nella sua seconda stagione ha fatto un salto importante rispetto all’anno da freshman. Ha chiuso con 15 punti, 3.2 rimbalzi e 1.3 assist di media, tirando con il 43.3% dal campo, il 36.1% da tre punti e l’86.0% ai liberi. Questi numeri mostrano un giocatore che non è soltanto uno specialista statico, ma un esterno capace di segnare in diversi modi, soprattutto sugli scarichi, in uscita dai blocchi e quando la difesa gli concede spazio.
Anche a livello di riconoscimenti, Evans ha avuto una stagione solida. È stato inserito nell’All-ACC Third Team, un premio importante considerando il livello della conference e il ruolo che aveva in una squadra forte come Duke. Non ha vinto premi nazionali individuali, ma il suo valore stava soprattutto nella capacità di essere un realizzatore affidabile dentro un contesto competitivo.
Il motivo per cui questa scelta può essere considerata un colpo è il valore rispetto alla posizione. Molti consideravano Evans un possibile giocatore da fine primo giro, e il suo invito nella green room confermava questa valutazione.
La green room è l’area riservata ai migliori prospetti del draft, dove i giocatori aspettano la chiamata seduti ai tavoli con famiglia e persone vicine. Di solito, essere invitati lì significa che la lega e gli addetti ai lavori si aspettano una chiamata piuttosto alta. Per questo motivo, vederlo scivolare fino alla scelta numero 33 rende la presa dei Timberwolves ancora più interessante.
Accanto a Anthony Edwards e LaMelo Ball, un tiratore con la sua taglia e la sua capacità di segnare può diventare molto utile. Se riuscirà a migliorare fisicamente e a reggere difensivamente contro gli esterni NBA, Evans potrebbe diventare uno dei migliori steal del secondo giro.
