Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsContatto Drake-Draymond Green a fine partita, Silver: “Ci sono dei limiti”

Contatto Drake-Draymond Green a fine partita, Silver: “Ci sono dei limiti”

di Michele Gibin
drake draymond green

In gara 1 delle NBA Finals 2019, una versione “sedata” di Drake, ambasciatore e tifoso numero 1 dei Toronto Raptors, riesce comunque a far parlare di sé.

Dopo l’eccessiva invadenza dimostrata durante le finali della Eastern Conference contro i Milwaukee Bucks, tra esultanze sguaiate ed amichevoli scrollate di spalle a coach Nick Nurse, era arrivato per Drake l’ammonimento ufficiale del Commissioner Adam Silver: “Gli uffici della lega e l’entourage di Drake si sono parlati, non ci saranno problemi“.

Durante la partita e la storica prima vittoria dei suoi Raptors alla prima apparizione in una finale NBA, Drake il tifoso ha dato sfoggio di compostezza da manuale, seduto come di consueto in prima fila con indosso una canotta vintage dei Toronto Raptors con il numero 30 di papà Dell Curry.

Dopo la sirena finale però, quasi inevitabile il contatto tra Drake e Draymond Green, intenso leader emotivo dei Golden State Warriors. Il rapper si alza dal suo posto, incitando i suoi e rivolgendosi quindi a Green, prima che lo staff dell’arena provveda a separare i due: “Ci siamo scambiati due paroline, ma niente contatto fisico o provocazioni, nulla di tutto ciò. Ci siamo solo abbaiati un po’ contro…“, ha dichiarato Draymond Green a fine partita.

Drake-Draymond Green, la NBA non vuole problemi

Partita difficile ed un poco di delusione per Green, che dopo la serie perfetta disputata contro i Portland Trail Blazers non riesce ad incidere come desiderato in gara 1.

Il buon lavoro sotto i tabelloni dei Toronto Raptors limita le chance di transizione offensiva degli Warriors, specialità della casa per Draymond Green, che chiude con una tripla doppia (10 punti, 10 rimbalzi e 10 assist) ma con cattive percentuali al tiro (2 su 9 dal campo) e 6 palle perse.

La grande popolarità del musicista canadese, e la sua passione per il gioco e per i suoi Toronto Raptors hanno fatto di Drake negli anni una presenza accettata dai giocatori, che riconoscono in lui una sorta di “emanazione” autorizzata della panchina dei canadesi.

Status che la NBA non vede necessariamente di cattivo occhio, a patto che non vengano varcati certi limiti: “Apprezziamo di certo il suo (di Drake, ndr) status di super-tifoso e di personaggio amato nella comunità di Toronto” Così Adam Silver nella classica conferenza stampa pre finali NBA “Ciò che non vogliamo sono i contatti tra i tifosi ed i giocatori e allenatori (…) situazioni come queste possono portare a conseguenze spiacevoli. Per Drake, il discorso è lievemente diverso dato il suo ruolo di rappresentanza, ma dobbiamo ribadire comunque che esiste una linea di separazione netta tra campo e tribune, quale che sia il tifoso o personalità coinvolta“.

You may also like

Lascia un commento