In una lunga chiacchierata con il Miami Herald, a latere di un evento di promozione, Dwyane Wade si sofferma su tanti argomenti, tra sport e famiglia ed i suoi Miami Heat, oggi lanciati verso una stagione vincente ed i ritorno ai playoffs NBA.
Wade, ritiratosi tra mille celebrazioni al termine della stagione 2018\19, non ha mai davvero lasciato “Wade County” e la Florida, anche da ex giocatore, Dwyane è impegnato in tante attività in città tra ristorazione ed iniziative imprenditoriali. Qualità apprese in parte anche con anni di esperienza in una delle franchigie più vincenti e rispettate della NBA, i Miami Heat della cultura di pallacanestro di Pat Riley e coach Erik Spoelstra.
“E’ quella cultura a darti le linee guida quando arrivi qui” Spiega Wade “Funziona così: se tu farai A, B, e C nella maniera corretta, ecco cosa ti succederà. Un approccio che richiede adesione totale, e per tanti è stato così, ed hanno avuto la loro opportunità come ad esempio Kendrick Nunn (…) non importa chi tu sia o da dove vieni, fammi vedere cosa sai fare“.
E sui Miami Heat 2019\20: “Adoro questa squadra, avrei voluto fosse qui l’anno scorso, quello si che sarebbe stato un addio coi fiocchi! (ride, ndr). Per fortuna Udonis Haslem è ancora qui e può godersi il viaggio (…) ora io mi sento bene, ad un anno dal ritiro, e sono contento che gli Heat siano in una posizione in cui possono guardare al futuro, e non a ricostruire. Sono felice che Jimmy Butler sia qui“.
I Miami Heat stanno dimostrando che ad Est possono giocarsela contro chiunque, e battere chiunque. Hanno già battuto Milwaukee, Toronto, giocano duro e sono tosti abbastanza da vincere abbastanza partite, soprattutto in casa, credo quindi che i tifosi possano stare tranquilli per il futuro di questa squadra
E sui Philadelphia 76ers, altri rivali diretti dei suoi Miami Heat: “Possono arrivare fino in fondo, il mio socio J-Rich (Josh Richardson, ex Heat, ndr) gioca lì, gli auguro solo il meglio. Se i Sixers riusciranno ad assumere la mentalità giusta, potranno arrivare in finale. Conosco Ben Simmons, ci alleniamo in estate ed è uno cui cerco sempre di dare consigli. Hanno potenziale ma ci vuole molto altro per vincere“.

Dwyane Wade ha lasciato i suoi Heat in buone mani
Dwyane Wade ha generato di recente un amare di apprezzamenti per una sua dichiarazione recente, in cui aveva spiegato il processo non facile di accettazione della bisessualità del figlio 12enne Zion. Wade ha raccontato di aver assimilato solo poco a poco l’identità sessuale del ragazzo, e col tempo e la consapevolezza, l’ex star degli Heat è diventato un sostenitore della causa della comunità globale LGTBQ: “Essere padre e marito (Wade è sposato con l’attrice e personaggio TV Gabrielle Union, ndr) è il lavoro più bello del mondo, essere capo del focolare domestico è il miglior posto al mondo. Sono felice di poter essere qui per i miei ragazzi, e trattare tutti sullo stesso piano, anche se magari qualcuno di loro riceverà più attenzione mediatica di un altro. Li amo e li supporto in tutto“.
Zaire Wade, primogenito di Dwyane, è uno dei prospetti liceali più interessanti d’America, ed è oggi compagno di squadra di LeBron Jr “Bronny” James alla Sierra Canyon High School di Los Angeles.

