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Indagine su free agency e tampering, la NBA vuole vederci chiaro

di Michele Gibin

NBA, indagine su free agency e casi di tampering.

Come riportato da Zach Lowe e Brian Windhorst di ESPN, la lega avrebbe intrapreso un’indagine sulla condotta tenuta dai giocatori prima e durante il periodo di free agency 2019, e come già anticipato dal Commissioner NBA Adam Silver a Las Vegas nei giorni scorsi, una parte delle investigazioni riguarderà l’alto numero di accordi di fatto raggiunti prima della partenza regolamentare della free agency, lo scorso 30 giugno alle ore 18:00 (orario di New York).

La NBA non ha fornito tabelle di marcia per lo svolgimento e conclusione di tali indagini, attivate su impulso dei proprietari delle 30 squadre. Oggetto dei timori del gruppo di proprietari l’alto volume di affari conclusi e di cambi di maglia, e la sospetta violazione “sistematica” delle regole anti-tampering della lega.

La free agency 2019 ha visto un volume d’affari dell’ordine di oltre un miliardo di dollari in nuovi contratti, su base di accordo stipulati entro le prime 24 ore di apertura ufficiale delle trattative. Dei tanti free agent di primo piano, sistematisi nelle ore tra il 31 giugno ed il 1 luglio, il solo Kawhi Leonard ha atteso ben 6 giorni prima di comunicare la propria scelta.

Se le indagini riveleranno evidenze di infrazioni da parte di alcune squadre nell’attività di reclutamento dei giocatori, le sanzioni potrebbero variare dalle multe sino alle penalizzazioni e perdita di diritti di scelta ai prossimi draft NBA. Il regolamento NBA prevede inoltre in caso di aperta violazione persino l’annullamento del contratto oggetto della sanzione.

Le informazioni raccolte dalla lega serviranno da base per future modifiche alle regole della free agency NBA, un iter già introdotto da Adam Silver e che dovrà passare attraverso l’approvazione del board of governors della lega (composto da rappresentanti delle 30 squadre) e della NBPA, l’associazione giocatori presieduta da Chris Paul e dall’avvocato Michele Roberts.

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