Gentry su Davis : "Sapevo che presto o tardi avrebbe chiesto lo scambio"
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Gentry su Davis : “Dopo la firma con Rich Paul sapevamo che avrebbe chiesto lo scambio”

Gentry su Davis : “Dopo la firma con Rich Paul sapevamo che avrebbe chiesto lo scambio”

Alvin Gentry, coach dei New Orleans Pelicans, ha detto la sua su Anthony Davis, ritornando dopo diverso tempo sulla trattativa di mercato più chiacchierata degli ultimi mesi, conclusasi solamente alla fine di giugno.

LE PAROLE DELL’EX COACH DEI SUNS GENTRY SU DAVIS, SUO EX PUPILLO

Gentry su Davis

LeBron James e Anthony Davis all’ultima Las Vegas Summer League (Ethan Miller, Getty Images).

In particolare, ai microfoni di ESPN, il 64enne allenatore dei Pelicans ha chiaramente ammesso che la franchigia sapeva di non avere troppe speranze di mantenere la sua giovane star. E tale idea è cominciata a prendere concretamente forma dal momento in cui “The Brow” ha scelto di farsi rappresentare dall’agente Rich Paul, il quale è il proprietario della Klutch Sports, agenzia rappresentativa di molti giocatori NBA, tra cui proprio LeBron James.

Sono una persona realista e concreta. Quando Anthony (Davis, ndr) firmò con Klutch Sports, era chiaro che avrebbe chiesto lo scambio, presto o tardi. Il front office ha provato a rassicurarmi, dicendo che avrebbero fatto di tutto per tenerlo, ma sapevano anche loro che era solo questione di tempo

Davis aveva richiesto ufficialmente lo scambio tra gennaio e febbraio, scegliendo come destinazione preferita Los Angeles. La trattativa non è riuscita a concretizzarsi nell’immediato, a seguito delle alte richieste di NOLA, ma solamente diversi mesi più tardi, alla vigilia del recente draft 2019. Sulle modalità di gestione dell’intera vicenda, l’ex vice allenatore degli Warriors ha ammesso le colpe della franchigia.

Capisco il desiderio di andarsene per muoversi in contesti più competitivi. Con Anthony credo che abbiamo sbagliato, dovevamo e potevamo fare meglio di quanto è stato fatto

Uno degli aspetti che, infine, è emerso nell’ultima free agency è il netto aumento del potere decisionale dei giocatori. Ciò è stato infatti evidente sia con Anthony Davis, ma anche con Paul George, il quale, nonostante un ricco contratto ancora in vigore, ha ottenuto il trasferimento ai Clippers. Sull’argomento è intervenuto anche Gentry, ammettendo che questa attuale tendenza non fa altro che peggiorare le differenze tra le piccole e le grandi franchigie.

Sento molto spesso giocatori dire: “Si tratta di business, non è diverso dal commercio”. Ma qui non siamo come nel calcio in cui basta poco per risolvere un contratto. E’ attualmente in vigore un sistema in cui tutto è garantito, ma i contratti stanno perdendo sempre di più di importanza. Converrebbe farli al massimo di due anni, così evitiamo di farci avere dei mal di testa assurdi nel prepararli…

Tommaso Ranieri
tommi-ranieri@hotmail.it

Studente di Giurisprudenza, amante del basket, in modo particolare del campionato NBA, e dello sport in generale.

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