Forse per la prima volta nella storia dei playoffs NBA, nel Last Two Minutes Report – da quando esiste – gli ufficiali hanno riportato una violazione dei 10 secondi di tempo concessi a un giocatore per battere un tiro libero.
Protagonista ovviamente Giannis Antetokounmpo che in gara 1 della finale di conference tra Bucks e Hawks ha violato secondo il report i 10 secondi di tempo nei due tiri liberi segnati a 5.3 secondi dal termine. Antetokounmpo, non è un segreto, impiega sempre più di 10 secondi nella sua lunga routine in lunetta, in questi playoffs è successo però solo due volte che gli arbitri lo sanzionassero, in gara 1 della serie di primo turno contro i Miami Heat e quindi in gara 3 della serie successiva contro i Brooklyn Nets
Heat, Nets e ora Hawks si sarebbero lamentati con la NBA chiedendo il rispetto della regola. Sin dal primo episodio contro Miami, Antetokounmpo è stato accolto nelle arene avversarie con un conteggio ad alta voce (e piuttosto veloce) del pubblico, tanto che la NBA stessa era arrivata a chiedere alle squadre di smorzare il fenomeno evitando di mostrare cronometri e conteggi sui megaschermi degli impianti.
Tecnicamente e cronometro alla mano, ogni tiro libero di Giannis Antetokounmpo sarebbe passibile di infrazione. L’intera routine del giocatore greco dei Bucks, da quando si presenta in lunetta a quando esegue il tiro, impiega ben più di 20 secondi, il conteggio ufficiale parte da quanto il giocatore riceve dall’arbitro il pallone.
Gli arbitri usano un metro più largo, estendendo i 10 secondi per evitare una pioggia di infrazioni (Antetokounmpo non è l’unico giocatore a impiegare diversi secondi in lunetta), dal canto suo Giannis Antetokounmpo non avrebbe alcuna intenzione di cambiare in corsa il suo lungo rituale di tiri liberi. Il 2 volte MVP sta tirando in lunetta con il 55.4%, la seconda peggior prestazione in carriera ai playoffs, in stagione regolare si era invece issato sul 68.5%.

