Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMilwaukee Bucks Harden giganteggia, ma non basta: i Bucks battono i 76ers 90-88

Harden giganteggia, ma non basta: i Bucks battono i 76ers 90-88

di Mario Alberto Vasaturo

James Harden diventa il terzo giocatore nella storia dei Philadelphia 76ers a segnare almeno 30 punti nelle prime due partite della stagione, dopo Wilt Chamberlain e Allen Iverson. Dopo quella a Boston, l’ex Rockets ha messo a referto un’altra grandiosa prestazioe: 31 punti, 8 rimbalzi e 9 contro i Milwaukee Bucks. A fine partita affermerà di essere felice dopo aver lavorato molto su stesso e su sul suo gioco in questa offseason: “Questa estate ho potuto lavorare tanto, mi sento bene. Molta gente non vede quanto lavoro c’è dietro ad ogni canestro, dietro alla mia abilità di segnare. Adoro essere in palestra e giocare a basket, dipendo da questo. Lavoro su me stesso perché possa migliorare anche la squadra e portare risultati”. 

Dei suoi 13 canestri, ben 7 sono dal midrange (career high). Lo scorso anno, in totale, ne aveva segnati appena 21: “Come ho detto, ho lavorato su me stesso e sul mio gioco, ho solo preso i tiri che la difesa mi dava, ho avuto anche qualche tiro da tre che ho sbagliato, ma non puoi controllarlo”. 

Nonostante ciò Milwaukee, alla prima partita stagionale e ancora orfana di Khris Middleton, ha avuto la meglio sui 76ers vincendo 90-88, e infliggendo a Harden e compagni la seconda sconfitta di fila. 

I 76ers hanno inseguito tutta la partita,  trovando il vantaggio solo nell’ultima frazione di gioco. Sul punteggio di 86 pari, a meno di un minuto dalla fine, P.J. Tucker infila i liberi del +2, l’azione successiva Grayson Allen trova però Wesley Matthews libero da tre punti che infila la tripla decisiva, lasciato libero da Tobias Harris che aveva aiutato sulla penetrazione di Allen. 

“È stato un errore mentale, pensavo che Allen avesse fatto un buon taglio, ma con il tempo rimasto e quel punteggio, non avrei dovuto concedere una tripla”, dirà Tobias Harris ai microfoni, consapevole di essere responsabile. 

Grande responsabile (in negativo) è stato però anche Joel Embiid. Il centro camerunense ha realizzato 15 punti con 13 rimbalzi , ma con uno 0/7 in tutto il secondo tempo e 4 palle perse, completamente assente nel momento decisivo del match. La squadra di Doc Rivers è infatti riuscita a rimontare uno svantaggio di 13 punti solo quando Embiid non era in campo, con un quintetto tutto piccolo formato da Harden, Danuel House, De’Anthony Melton, Tobias Harris e P.J. Tucker. 

A fine partita non è mancato qualche fischio dagli spalti, da parte di una delle tifoserie piu difficili della NBA. Ora i 76ers ospiteranno i San Antonio Spurs nella terza partita stagionale e la vittoria sarà d’obbligo. 

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