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Jerry Stackhouse su Michael Jordan: “Vorrei non aver mai giocato con lui”, e su Kobe…

di Bucci Lorenzo

Per molti il più forte di tutti i tempi, per alcuni tra i primi tre. Fatto sta che Michael Jordan è, e rimarrà, uno dei giocatori più forti mai visti su un parquet. Molti giocatori avrebbero voluto giocare al suo fianco, e per molti è un idolo, un modello da seguire dentro e fuori dal campo. La stragrande degli attuali giocatori NBA sono cresciuti guardandolo giocare, e provando ad imitarlo. Pochi hanno avuto la fortuna di giocare insieme a lui, e la maggior parte di loro lo hanno elogiato per la sua leadership e per come coinvolgeva tutti all’interno della squadra.

Ma, nelle ultime ore un suo ex compagno ai tempi degli Washington Wizards, Jerry Stackhouse, ha parlato ospite del podcast “The Woj Pod” su ESPN a proposito del suo rapporto con Jordan. E le parole dell’attuale allenatore dei Vanderbilt Commodores hanno colpito tutti. “Ad essere sincero, vorrei non aver mai giocato a Washington, per una serie di motivi. Essere lì al suo fianco all’inizio è stato molto stimolante, ma ad un certo punto mi sentivo un giocatore migliore di lui e avrei preferito essere più al centro del gioco degli Wizards”. I due hanno giocato insieme nella stagione 2002\03, l’ultimo anno di MJ e l’ottavo per Jerry nella lega, e quest’ultimo quell’anno avrebbe messo su numeri importanti: 21.5 punti e 4.5 assist di media.

Jerry Stackhouse: “La mia ammirazione per Jordan scese”

Ma le parole di Jerry Stackhouse non hanno sorpreso del tutto, considerando il periodo in cui i due hanno giocato insieme. Si trattava dell’ultimo anno per “His Airness”, all’età di 39 anni, e la voglia di essere al centro dei riflettori non era mai scesa.

Era un Jordan diverso rispetto a quello dei due three-peat a Chicago. E per Stackhouse, quella stagione gli ha fatto riconsiderare la sua stima verso il nativo di Brooklyn. “Quell’anno girava tutto intorno a lui. Il nostro allenatore Doug Collins, che comunque adoro, era quasi in debito con Michael, e penso che sia stata un’opportunità per lui per compensare alcuni momenti negativi che potrebbero aver avuto a Chicago. E per questo tutto quello che voleva fare, lo abbiamo fatto. All’inizio siamo partiti bene, ma a Michael non piaceva il modo in cui attaccavamo perché il pallone passavo molto dalle mie mani. Voleva più isolamenti dal post, e li ha avuti. Per questo quella stagione non mi è piaciuta affatto. L’ammirazione che avevo per Jordan è andata scemando durante quella stagione”.

Jerry Stackhouse su Kobe Bryant: “Non è vero che mi batteva sempre a 17 anni”

L’ex stella di Wizards, Pistons e Mavericks ha poi riportato alla mente un episodio legato alla memoria di Kobe Bryant, e già raccontato in passato, quando un giovane Kobe, star della Lower Marion High School, aveva l’abitudine di frequentare il centro di allenamento dei Philadelphia 76ers, la prima squadra da professionista NBA di Stackhouse.

Bryant aveva partecipato ad alcuni scrimmage alla presenza anche di giocatori NBA e NCAA dell’area di Phila, e Jerry Stackhouse ricorda che l’allora coach di La Salle University Lionel Simmons ebbe il suo bel da fare per contenere l’esuberante Kobe: “Gli diceva sempre: cosa fai? Devi anche passare il pallone ogni tanto, devi imparare a giocare con gli altri… Ora, la leggenda vuole che Bryant fosse già immarcabile, ebbe si delle buone partite ma all’epoca era ancora acerbo (…) quelle storie in cui il Bryant 17enne mi batteva sistematicamente… non sarebbe stato possibile, anche perché lo avrei ‘steso’ prima. Abbiamo giocato uno contro uno più volte, ed una volta mi ha anche battuto, ma che vincesse sempre contro di me che avevo 20 anni? No. Il talento era lì da vedere, che avesse già un grande potenziale lo si sapeva… però bisognerebbe parlare anche con gli altri che erano in palestra con noi al tempo“.

Le vicende del giovane Bryant contro Jerry Stackhouse erano state citate dal diretto interessato in un episodio del 2017 di The Lowe Post”, podcast del giornalista di ESPN Zach Lowe. Lo stesso Lowe aveva ricordato in un articolo dello scorso 28 gennaio, a soli due giorni dalla scomparsa di Bryant, come prima di registrare l’episodio, Kobe avesse insistito con lui sul fatto che Stackhouse non fosse mai riuscito a batterlo: “Non ci è mai riuscito, chiediglielo“, ricorda Lowe “E se prova a dire il contrario, Tom Thibodeau e John Lucas erano lì e possono confermare“.

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