Kevin Durant e Devin Booker giocano assieme, così come Damian Lillard e Khris Middleton, e queste due coppie hanno in comune una cosa: tutti e 4 i giocatori hanno disputato assieme le Olimpiadi di Tokyo 2020 posticipate al 2021 a causa della pandemia.
Joel Embiid ha scelto di giocare, o meglio di rendersi disponibile a giocare alle Olimpiadi di Parigi 2024 con Team USA, declinando la proposta della Francia. La star de Sixers è dotata dal 2022 di doppio passaporto e ha preferito gli Stati Uniti dopo aver parlato con Grant Hill, grande capo della USAB, e con coach Steve Kerr, e ha raccontato di avere optato per gli USA anche per motivi familiari. “Tutte e tre le opzioni le ho considerate, compreso il mio paese natale (il Camerun, ndr) che io amo- Ciò che voglio è partecipare alle Olimpiadi, che restano un sogno. In più mio figlio Arthur è nato qui in America e io vivo qui da tanti anni. Sono davvero grato alla Francia per la possibilità che mi hanno dato. E’ stata una decisione dura“.
In Francia ne hanno fatto – né prima né dopo la decisione – meno un dramma rispetto a quanto successo in Italia con Paolo Banchero. Embiid non si era mai esposto, saggiamente, né aveva origini marsigliesi o guascone da vantare e che la stampa potesse cavalcare. La scelta di Embiid è quella logica e l’MVP 2023 avrebbe anche potuto comunicare prima, nel 2022 dopo aver acquisito la cittadinanza USA, il suo intendimento, senza timore di urtare sentimenti nazionali.
Per Joel Embiid le Olimpiadi di Parigi 2024 potrebbero avere anche uno scopo diplomatico. Alla free agency 2024 i suoi 76ers potrebbero ritrovarsi con spazio salariale sufficiente per rifare il roster da cima a fondo attorno a Embiid, con i contratti di James Harden (se non se ne andrà prima), Tobias Harris e De’Antony Melton in scadenza. Questo è uno dei motivi per cui l’MVP in carica sta dimostrando pazienza col caso Harden, senza puntare i piedi e affidandosi a Daryl Morey per il mercato. Philadelphia resta un grande mercato e franchigia da star NBA, con una tifoseria esigente e stimolante.
La free agency si risolverà ovviamente prima dell’inizio delle Olimpiadi di Parigi, che saranno in agosto. Team USA 2024 potrebbe però essere l’edizione più ricca di talento mai vista in campo dai tempi di Barcellona 1992, o del redeem team 2008 a Pechino. Quale scenario migliore per darsi al recruiting senza remore, e anche per ascoltare ciò che gli eventuali compagni-star di squadra avranno da proporgli?
Jimmy Butler e Bam Adebayo, scottati dall’affaire Damian Lillard, potrebbero fare parte della spedizione, così come Stephen Curry e Draymond Green e la coppia dei Celtics Jayson Tatum e Jayen Brown. Kevin Durant e LeBron James hanno già confermato che se potranno esserci, ci saranno, e alle loro spalle ci sono altri nomi prestigiosi come Donovan Mitchell, una possibile delegazione Nets con Mikal Bridges e una dei Knicks con Jalen Brunson.
Una compagnia dell’anello, tra chi lo ha già vinto (LeBron, Steph, Dray, KD, Davis, poi Jrue Holiday, Khris Middleton e Brook Lopez, altri nomi in orbita nazionale) e chi lo cerca (Butler, Adebayo, Mitchell, Lillard, Bradley Beal) che si ritroverà tutta unita per un mese abbondante. Il terreno ideale per stringere patti e alleanze…

