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Embiid in dubbio per le prossime partite dopo l’impressionante infortunio al dito: “Pensavo fosse rotto”

di Michele Gibin

Joel Embiid lotta e resta in campo con i suoi Philadelphia 76ers nonostante un doloroso infortunio al dito anulare della mano sinistra, i Sixers tornano a vincere contro gli Oklahoma City Thunder al Wells Fargo Center per 120-113.

Embiid sfiora la tripla doppia ed in 33 minuti chiude con 18 punti, 9 rimbalzi e 8 assist nonostante un dito della mano sinistra lussato, infortunio occorso durante il primo quarto di gioco e tentando di contestare un tiro di Darius Bazley. Dopo l’azione, Embiid si ferma e poi torna verso la panchina con il dito anulare vistosamente fuori posto.

Il camerunense torna però in campo dopo pochi minuti e porta a termine la partita: “Pensavo fosse rotto (…) ho giocato con una mano sola per tutta la partita, praticamente, ma dovevamo interrompere la striscia perdente a tutti i costi ed abbiamo fatto tutto il necessario per vincere. Io sono il leader della squadra e tocca a me dimostrarlo“. Embiid potrebbe però essere costretto nonostante l’eroismo a saltare qualche partita, se gli esami evidenzieranno dei danni ai legamenti della mano: “Io vorrei giocare, vedremo cosa diranno i dottori“.

Sixers avanti, ma Brown: “Simmons? Volevo tirasse di più da 3, ho fallito”

Con Joel Mebiid a mezzo servizio, i Sixers trovano nello sforzo di squadra la chiave della partita. Josh Richardson è il miglior realizzatore con 23 punti, Ben Simmons sfiora a sua volta la tripla doppia con 17 punti, 15 rimbalzi e 8 assist, e la panchina contribuisce con 31 punti (12 per Trey Burke).

Per i Thunder, che interrompono una serie positiva di 5 partite, 24 punti con ben 15 rimbalzi di Steven Adams e 21 punti dalla panchina per Dennis Schroeder.

Sono rimasto colpito dal fatto che sia tornato in campo” Così coach Brett Brown su Embiid “Una bella dichiarazione di intenti la sua, che va rispettata“. Contro OKC, i 76ers hanno trovato una insolita buona prova al tiro da tre punti, chiudendo con 13 su 26 da dietro l’arco, e con il 51.1% complessivo al tiro. Dato fondamentale per una squadra fisica e possente come Philadelphia, a volte però tradita in stagione dalle basse percentuali di tiro: “Abbiamo bisogno di creare più tiri da tre punti, assolutamente. Simmons? Gli avevo chiesto di tirare di più, ho fallito evidentemente. Questa cosa ci sarà sempre, e l’attenzione che riceve è tanta, ed io ne sono in parte responsabile. Noi dobbiamo aiutarlo, ma lui deve aiutarsi da solo“.

Coach Brown aveva ad inizio dicembre “preteso” che Simmons tentasse almeno un tiro da tre punti a partita, cosa che non è avvenuta, con il giocatore australiano fermo a soli 5 tentativi in stagione.

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