“Prove the haters wrong”, è una delle frasi che spesso accompagnano il cammino di redenzione di un giocatore alla ricerca della propria identità e del rispetto degli altri. Affermazione che calza a pennello con l’approccio emotivo al gioco di Joel Embiid, in passato accusato di non averci messo abbastanza tenacia ed aggressività. Il lungo dei Philadelphia 76ers sembrerebbe aver incassato ogni critica ricevuta senza farsi danneggiare da ciò, e le sue statistiche in queste prime quindici gare ne dimostrano il risultato di tale operazione.
La gara di oggi ha messo in evidenza quanto un centro così cestisticamente dotato, quale Embiid è, possa danneggiare la squadra avversaria e portare i suoi alla vittoria pur non avendo ricevuto così tanto aiuto dai compagni. Per di più, l’ultimo match si è tenuto contro gli acerrimi rivali Boston Celtics, partita che il lungo camerunense si era sicuramente segnato in rosso sul calendario.
La prestazione di Joel Embiid? Ben 42 punti, 10 rimbalzi ed un 12 su 19 dal campo. Nonostante le cifre appena citate siano già di per sé ottimali, il dato che deve far maggiormente riflettere è il seguente: il giocatore di riferimento dei Sixers ha tirato in totale 21 tiri liberi, mettendone a referto 17 di questi. Il solo Embiid è andato più volte in lunetta dell’intera formazione Celtics, che ne ha tirati 20.
Eccellenti capacità del ventiseienne nell’ottenere tutti questi falli, oppure un arbitraggio non così attento e minuzioso? La guardia dei Boston Celtics Marcus Smart, che di far sentire la propria voce non ne ha di certo timore, non ha dubbi su quel che è accaduto quest’oggi al Wells Fargo Center di Philadelphia.
Joel Embiid ed i 21 tiri liberi, Marcus Smart: “E’ dura vincere quando viene fischiato sempre fallo”
Il dato dei 21 tiri liberi non è di certo passato inosservato in casa Celtics, in particolare non è passato inosservato agli occhi di Marcus Smart. “E’ dura riuscire a vincere quando, ad ogni azione, noi difendiamo con le braccia alzate ma lui continua ad accentuare il contatto, urlando e muovendo il suo corpo per invitare gli arbitri a fischiare. Dall’altre parte, invece, noi attacchiamo il ferro subendo una serie di contatti, ma nessun fischio. E’ così. E’ dura“.
Il risultato finale è di 117 a 109 a favore di Philadelphia, che oltre all’eccellente Embiid fatica a trovare un contributo solido dagli altri. 22 i punti di Tobias Harris, con un 9 su 17 al tiro, e 16 quelli di Shake Milton in 29 minuti di gioco. Ma per Smart, oltre ai punteggi, la partita si è proprio decisa grazie all’innumerevole quantità di falli fischiati.
“Se i ruoli fossero stati invertiti, lo avrei fatto anch’io“, ha poi aggiunto Smart. “Tirerei su le braccia ogni volta che vengo toccato. E’ difficile non entrare in ritmo quando si va’ così tante volte in lunetta“. Le dichiarazioni della guardia dei Celtics, oltre ad essere dei commenti in merito a come la partita è stata arbitrata, sono in primis delle chiare frecciatine allo stile di gioco di Embiid.
Quest’ultimo ha saputo letteralmente abusare di un qualsiasi centro avversario, da Tristan Thompson fino a Daniel Theis. Il lungo dei Sixers è andato in doppia cifra di punti in tutti i primi tre quarti, per poi chiudere con 6 punti negli ultimi sette minuti conclusivi. Il contributo offensivo di Embiid, oltre ad aver concesso una spinta ai suoi, ha anche messo in mostra le evidenti lacune della squadra di coach Brad Stevens: la mancanza di una presenza sotto canestro che sia efficace nel difendere il pitturato ed il post-basso.
I Celtics dispongono di una trade exception da più di 28 milioni, ed andranno sicuramente ad usarla entro la fine della stagione per rinforzarsi tramite il mercato. Nel mentre che Boston cerca di trovare una soluzione alle sue più grandi incognite, Joel Embiid viene informato dei commenti di Smart, ed in pieno stile risponde a suo modo.
“Marcus Smart pensa che io accentui i contatti?“, ha esordito così il centro ventiseienne. “Be’, sono convinto che lui conosca se stesso e come si comporta in campo. E’ lui il primo a giocare in quel modo. Guardando con attenzione la partita, si può notare come i fischi a mio favore siano stati tutti dei veri falli. La pallacanestro si gioca anche con il proprio fisico. Molte squadre cercano di essere estremamente aggressive quando mi affrontano. Quindi mi viene da dire che sono stato più intelligente degli altri, ho saputo sfruttare la loro fisicità a mio favore per ottenere dei falli“.
Nonostante sulla trasparenza di alcune chiamate arbitrali ci si possa accanire, non si può cercare di portare in secondo piano la prestazione dominante di Embiid. I Celtics sono stati limitati dall’assenza della loro star Jayson Tatum, nonostante ciò, coach Stevens ha voluto evidenziare quanto la loro mediocre difesa non abbia dipeso dalle assenze in squadra.
“Dobbiamo cercare di giocare al meglio senza commettere falli. Riguarderò ogni singola chiamata arbitrale per vedere dove possiamo migliorare. Tuttavia è difficile vincere quando il miglior giocatore avversario ne mette 42. Ha avuto un notevole impatto nella gara di questa notte, non solo quando ha fatto canestro, ma anche quando ha saputo gestire la palla nonostante i vari raddoppi. E’ stato terrificante(nel senso positivo del termine, ndr)“.
Gli stessi Celtics e Sixers si affronteranno una seconda volta sabato 23 gennaio, in una partita dove sicuramente entrambe le due fazioni metteranno in gioco tutte le loro energie.

