John Wall, stella dei Washington Wizards nell’ultimo decennio (anche se ormai a lungo reduce da un infortunio), ha detto la sua su Gilbert Arenas. L’ex giocatore degli Orlando Magic, infatti, è stato compagno di squadra di Wall solo per pochi mesi nel 2010, ma tanto è bastato per lasciare il segno per l’allora rookie.
John Wall su Arenas: quanti ricordi

Agent Zero, così come veniva soprannominato Arenas, è stato il leader degli Wizards dal 2003 al 2010.
Nello specifico, invitato nel programma “All the Smoke” dagli ex giocatori Matt Barnes e Stephen Jackson, Wall ha raccontato alcuni aneddoti sull’esperienza vissuta insieme ad Arenas, al momento della sua entrata nella lega. Tra gli episodi citati, particolarmente significativo quello riguardante il suo primo match contro Kobe Bryant.
Dovevamo andare a Los Angeles, ed ero particolarmente teso all’idea di affrontare Bryant. Non sapevo come avrei dovuto marcarlo, ma poi vedo Arenas rivestito da capo a piedi con Dolce e Gabbana. Sembrava che non avvertisse alcun timore, e li ho pensato di poter affrontare senza paura quel mostro di Bryant.
Non solo racconti pre partita, ovviamente, ma anche alcuni aspetti relativi alla grande etica lavorativa dell’ex giocatore dei Golden State Warriors. Wall descrive infatti “Agent Zero” (il soprannome di Arenas, ndr) assolutamente dedito all’allenamento, anche se nel 2010 era ormai verso il viale del tramonto.
Quando arrivai agli Wizards conobbi un Arenas già fuori forma e con diversi problemi fisici. Tuttavia, una volta di sera, ad allenamento terminato, lo vidi tirare da oltre l’arco dei 3 punti con una mano sola. Non riuscivo a crederci: era assurdo, non sembrava vero.
Arenas, nello specifico, per alcuni anni è stato sicuramente uno dei migliori giocatori della NBA, sopratutto a cavallo tra il 2003 ed il 2007. Memorabile, a titolo esplicativo, l’annata 2005-2006, ove l’ex Memphis Grizzlies toccò medie di 29 punti a partita, 6 assist e 4 rimbalzi a partita.
Un ultimo curioso ambito toccato da Wall nel suo racconto su uno dei giocatori più forti del primo decennio del XXI secolo, riguarda anche la generosità di quest’ultimo.
Ricordo che quando ero al mio secondo giorno nella squadra, lui tirò fuori dal nulla un mucchio di scatole di scarpe, contenenti in totale almeno 7 paia. Me le regalò tutte. Rimasi esterrefatto per la sua bontà.
Pur non avendo ottenuto molto di più di quello che avrebbe meritato, Arenas ha comunque lasciato un eredità profonda nella NBA di oggi. E John Wall, in tal senso, ha provato a coglierne i frutti, riconoscendone la grandezza.

