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Kevin Love: “Le donazioni? Noi atleti dobbiamo essere leader nella comunità”

di Michele Gibin

Kevin Love dei Cleveland Cavaliers è stato il primo tra i tanti giocatori NBA a lanciare l’iniziativa di supportare economicamente i lavorati impiegati nelle arene temporaneamente chiuse, dopo la stop forzato della stagione 2019\20. Un gesto dovuto, per Love, per sostenere le tante persone che col loro lavoro rendono possibile sera dopo sera le partite, l’afflusso di pubblico e la sicurezza degli atleti in campo.

Gli sportivi più famosi e popolari devono cercare di essere “leader nella propria comunità”, per usare le parole di Love: “Ho pensato che proprio questo fosse il momento opportuno per noi atleti di dimostrare che siamo più che semplici sportivi“, così la star dei Cavs in collegamento da casa a Today.com “Sono tempi incerti e duri per tante persone, persone che vivono del loro lavoro giorno dopo giorno, e noi dobbiamo essere dei leader, degli esempi e fare ciò che è giusto, dare una mano alle persone che possano averne bisogno“.

Kevin Love ha donato 100mila dollari ad un fondo creato ad hoc, attraverso la sua fondazione, per sostenere finanziariamente i lavoratori della Rocket Mortgage Arena di Cleveland, atto cui è seguito quello della franchigia, e di tante altre squadre NBA. “La donazione? E’ stato un modo per rendermi utile nel momento del bisogno, un periodo davvero duro per tante persone. Sono i momenti come questi che possono far nascere in alcuni problemi come ansia o depressione. Stare a casa, sentirsi inutili e impotenti non è piacevole. Credo che oggi come mai la gente cerchi un senso di comunità, la sensazione di far parte di qualcosa di più grande. Per fortuna, in queste occasioni la tecnologia ci viene in soccorso, siamo connessi con gli altri e questo è un fattore importante per combattere le inquietudini. Se riusciremo a restare uniti in tempi come questi, saremo ancora più forti in futuro“.

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