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Klay è super, gli Warriors travolgono i Lakers in gara 2

di Michele Gibin
lakers warriors gara 2

Se una difesa ti ha creato problemi in gara 1, tu estendila in gara 2, dev’essere stato questo il concetto adottato da Steve Kerr nella larghissima vittoria dei Golden State Warriors per 127-100 al Chase Center nella seconda partita della serie contro i Los Angeles Lakers.

Serie ora sull’1-1 grazie alle 21 triple su 42 tentativi realizzate da Golden State e ai 30 punti con 8 su 11 dalla lunga distanza di Klay Thompson, gli Warriors segnano 84 punti (!) tra secondo e terzo quarto e alla fine del terzo periodo sono avanti per 110-80, e pronti a un quarto quarto da garbage time in cui entrambe le squadre svuotano presto le panchine.

Gara 2 prende la direzione decisa di Golden State a metà del secondo quarto, per la prima parte era stato perlopiù un LeBron James ispirato rispetto a gara 1 a tenere a contatto i Lakers. James segna 3 triple nel primo tempo, prova a essere più aggressivo per creare le condizioni per un altro blitz dei suoi dopo quello della prima partita, ma gli altri in canotta viola, per l’occasione, non lo seguono.

Dai 30 punti con 23 rimbalzi di gara 1 ai pochi tiri e pochi possessi di gara 2 il passo è breve per Anthony Davis, che chiude con 5 su 11 al tiro per 11 punti con 7 rimbalzi, neppure D’Angelo Russell è lo stesso di gara 1 in attacco ma dove i Lakers sbandano, o meglio dove gli Warriors li “portano a spasso” è in difesa.

Steve Kerr schiera in quintetto base JaMychal Green al posto di un Kevon Looney non al meglio, con l’ex Nuggets in campo scommette di sacrificare qualcosa a rimbalzo (scommessa vinta) per aprire a dismisura il campo per Curry, Thompson e i tagli back door degli altri esterni, Donte DiVincenzo in primis. Ed è quello che succede.

Piovono assist (38 di squadra) e triple. Steph Curry segna 20 punti con 12 assist, Draymond Green sfiora la tripla doppia con 11 punti, 11 rimbalzi e 9 assist, JaMychal Green segna 3 triple in appena 13 minuti e poi c’è Klay Thompson.

31 minuti, 8 tiri da tre a bersaglio, 30 punti finali, nel terzo quarto Klay diventa così caldo che coach Darvin Ham manda sulle sue piste Austin Reaves per marcarlo faccia a faccia anche a metri dal pallone. Il risultato è che Steph Curry e Draymond Green hanno praterie per giocare il loro pick and roll e trovare layup e punti facili, per sé e per i compagni.

Pur con un Looney da soli 12 minuti gli Warriors si impongono a rimbalzo (55-40), per i Lakers solo Rui Hachimura con 21 punti prova a seguire James ma non c’è partita. A schiacciare il massimo vantaggio Golden State alla fine del terzo quarto è Moses Moody, che taglia tanto per cambiare alle spalle di un LeBron James disattento.

Hanno fatto i loro aggiustamenti, sapevamo lo avrebbero fatto“, così LeBron James dopo una gara 2 da 23 punti con 7 rimbalzi “E’ quello che fanno i campioni, dovevano proteggere il loro campo (…) loro faranno sempre i propri parziali, e tu devi saper rispondere, andare in lunetta e resistere alle ondate. Ma diamo loro il giusto credito, hanno giocato alla grande oggi e noi no, e ora siamo 1-1“.

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