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NBA, come tornerà Klay Thompson? Ecco cosa dicono gli esperti

di Michele Gibin
Klay thompson

L’ultima volta, avevamo lasciato Klay Thompson a terra dolorante sul parquet della Oracle Arena, il 13 giugno 2019 durante gara 6 delle finali NBA tra Golden State Warriors e Toronto Raptors.

Per dare una piccola idea di quanto tempo sia davvero passato, qualora ve ne fosse il bisogno: gli Warriors hanno cambiato arena e città, da Oakland a San Francisco, nel frattempo.

Lo scorso novembre, Thompson si era infortunato al tendine d’Achille della gamba sinistra, mentre si preparava al ritorno dopo la ricostruzione del legamento crociato destro e una stagione 2019\20 spezzata in due dalla pandemia, e finita già a marzo per dei Golden State Warriors in fondo alla classifica della Western Conference.

Tra poche settimane cadrà un anno esatto da secondo infortunio di Klay Thompson. Il 3 volte campione NBA dovrebbe rientrare a dicembre, con la classica partita di Natale come “ora X” a cui pensano gli Warriors per ritrovare la loro star.

La domanda, così importante per Golden State, è: come tornerà Klay Thompson?

E’ ciò che USA Today ha chiesto ad alcuni esperti, medici che hanno fatto alcune previsioni.

Sono ottimista, potrà tornare a competere e performare ad alti livelli. Se potrà tornare esattamente quello di prima? Per questo ci vorrà del tempo, solo così lo sapremo“, così il Dr Michael G. Ciccotti, che è Medical Director per i Philadelphia Phillies (MLB) e consulente per 76ers e Eagles.

Tra gli esperti è opinione diffusa che Thompson “col suo stile di gioco, potrà recuperare appieno dalla rottura del tendine d’Achille e tornare molto vicino al suo livello“.

C’è che però, come il Dr Steven Raikin del Rothman Orthopaedic Institute, avverte: “Tornerà a giocare, ma non credo sarà in grado di giocare tutte le partite. Su questo non ci sono grandi dubbi. Se escludiamo altri infortuni, può Klay Thompson tornare lo stesso cecchino che era prima dello stop, con la medesima efficienza e impatto? I numeri dicono di no, e questi atleti sono anche numeri“.

Ci sono delle aree di incertezza“, dice il Dr Jonathan Kaplan, Hoag Orthopedic InstituteSappiamo tanto di come gli atleti recuperino da una rottura del legamento crociato, e sappiamo molto di come recuperino dalla rottura del tendine d’Achille. Ma da entrambi gli infortuni? Questo non lo possiamo sapere (…) credo che sarebbe stato ancora più complicato se si fosse rotto prima il tendine d’Achille e quindi il legamento crociato. Quello al tendine è un infortunio più difficile da cui recuperare, occorre più tempo e le ginocchia potrebbero essere soggette a ricadute. Klay Thompson ha avuto però così più tempo recuperare dall’operazione al ginocchio“.

Sono ottimista viste le sue qualità come tiratore: se si guarda alla sua meccanica di tiro, si vede come (Thompson, ndr) sia bravissimo nel mettersi sempre di fronte al canestro. Quando si alza per tirare è in linea con il terreno e il suo movimento è molto bilanciato“, così il Dr Abhinav Gautam di Vitruvia, interrogato da USA Today.

Warriors, il ritorno di Klay Thompson: i precedenti Durant, Rudy Gay e John Wall

Gli esempi recenti per quanto riguarda sia la rottura del legamento crociato che del tendine d’Achille, non mancano per Klay Thompson. Nel febbraio 2017 Zach LaVine si lesionò il temuto ACL quando giocava ancora a Minnesota, recuperando in tempo per l’inizio della stagione successiva con i Chicago Bulls.

Spencer Dinwiddie (Wizards) tornerà in questa stagione dopo uno stop di 10 mesi a causa di una lesione al crociato anteriore destro, così come il neo-compagno di squadra Thomas Bryant. Anche Jonathan Isaac degli Orlando Magic è reduce da un lungo stop per lo stesso infortunio.

Per il tendine d’Achille, sono recenti gli esempi di Kevin Durant, ex compagno di squadra di Thompson a Golden State, e Rudy Gay (Jazz). Durant e Gay, giocatori di livello diverso, sono stati entrambi in grado di tornare a pieno regime dopo l’operazione, KD ha accusato problemi muscolari a metà stagione lo scorso anno ma ha dimostrato di non aver perso atletismo e efficacia sia in attacco che in difesa, e in estate ha giocato con Team USA le Olimpiadi di Tokyo.

Un nome che non lascia però tranquilli i tifosi di Golden State è quello di John Wall, il cui caso ha dei punti di contatto con quello di Klay Thompson. A fine dicembre nel 2019, Wall si fermò per sottoporsi a un intervento chirurgico al piede sinistro che lo avrebbe tenuto fuori per il resto della stagione, e due mesi più tardi fu vittima di un incidente domestico in cui si ruppe il tendine d’Achille della gamba sinistra.

Wall avrebbe saltato per intero la stagione 2019\20, per tornare in campo lo scorso dicembre con i Rockets di fatto a due anni esatti dallo stop. Il John Wall visto in azione per 40 partite a Houston non è stato minimamente vicino al giocatore che fu a Washington, comprensibilmente. In stagione, l’ex Wizards ha convissuto inoltre con problemi alle ginocchia, e complice la situazione della squadra a Houston, è stato ben poco efficace in campo.

La differenza tra Wall e Thompson è ovviamente tanta. John Wall è stato per anni una delle guardie più esplosive, rapide e atletiche della NBA, e un difensore di livello All-NBA (2015), laddove Thompson è un tiratore tra i più grandi della storia recente (e oltre) della lega. Come, se non più di Wall, Klay Thompson è stato un grande difensore, dotato di centimetri e fisico e spesso utilizzato da coach Steve Kerr per marcare l’avversario esterno più forte.

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