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Lakers, contro gli Warriors senza LeBron e Davis ci pensa Dwight Howard

di Francesco Catalano

Nella prima partita della doppia sfida di pre-season tra Los Angeles Lakers e Golden State Warriors, il protagonista di serata è Dwight Howard. Si, avete capito bene. Una sfida che poteva essere interessante si è trasformata in un vero e proprio allenamento. Visto che nelle file dei Lakers non hanno giocato LeBron e Davis; quest’ultimo per il problema al dito. Mentre per gli Warriors non ha giocato Draymond Green. La partita è terminata sul punteggio di 104 a 98 per i gialloviola che, nonostante le assenze hanno dimostrato di avere un’idea di gioco più chiara.

La squadra di coach Frank Vogel è stata  guidata da Kentavious Caldwell-Pope, Dwight Howard e Alex Caruso. I Dubs hanno invece fatto vedere di avere molto ancora su cui lavorare: idee confuse in campo e troppo spazio lasciato all’improvvisazione. D’Angelo Russell è in fase di rodaggio; ancora non è riuscito ad entrare negli ingranaggi della squadra. La nota positiva è rappresentata dal rookie Jordan Poole che sta piacevolmente sorprendendo Steve Kerr.

Tuttavia, a sorpresa, il migliore in campo è stato Dwight Howard. L’ex Magic nelle prime partite di pre-season ha incontrato qualche difficoltà, ma ieri sera ha invece fatto vedere diverse cose buone. Chissà che non possa mettere i bastoni fra le ruote a JaVale McGee e soffiargli il posto sotto il naso. Howard ha chiuso con 12 punti, 13 rimbalzi, 6 assist e 4 rubate.

A fine partita ha ribadito ai microfoni degli intervistatori che sta cercando il suo spazio in campo e che sta raggiungendo notevoli miglioramenti a livello fisico. “Mi sento molto meglio; tra un paio di settimane potrei essere già pienamente in forma. Sono nella squadra migliore in cui potevo capitare”.

Poi ha rinnovato il suo affetto verso la franchigia gialloviola: “Sono veramente grato di essere tornato qui. Ho sempre amato questa città e queste persone. Adoro giocare in questa arena: è davvero bello essere tornato. Siamo proprio una bella squadra, penso che usciremo bene da qualsiasi situazione”.

Alla domanda su chi sia il titolare tra lui e McGee nel ruolo di centro ha risposto così: “Siamo due centri che mettono grande impegno, forza e fisicità. Abbiamo bisogno l’uno dell’altro, la stagione è lunga; non importa chi parte dall’inizio”. Parole sagge che dimostrano quanto Howard stia lavorando duro e quanta intesa e chimica ci sia col compagno di reparto. Inoltre, nella partita appena giocata, anche con le assenze di LeBron e Davis, i Lakers sono riusciti a trovare in campo un ottimo giropalla e sono perciò riusciti spesso a creare dei tiri puliti per i loro tiratori. Howard, in questo meccanismo, ha svolto un ruolo importante: “Abbiamo semplicemente provato a muovere molto la palla, in modo che ognuno la toccasse. La nostra capacità di occupare il campo ora è molto più intelligente”.

Si sta perciò iniziando a delineare il nuovo gioco dei Lakers: ampiezza in campo, giropalla rapido e fluido in grado da aprire le difese avversarie per penetrare o trovare dei tiratori in posizioni ottimali. Se poi Howard riuscirà a mantenere questo livello e, perché no, ad innalzarlo, Vogel avrebbe un altro jolly da giocarsi.

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