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I Lakers si prendono gara 4 contro i Rockets, Vogel: “La difesa è la nostra terza star”

di Michele Gibin

Eccezion fatta che per il rischio di gettare tutto al vento con un parziale negativo di 18-2 nel finale di partita, la gara 4 dei Los Angeles Lakers contro gli Houston Rockets è il ritratto di come i gialloviola si giocheranno le loro migliori chance di successo.

I Lakers hanno dominato la partita a rimbalzo (52-26!), impedito ai Rockets di trovare secondi possessi, negato tiri da tre punti facili e costringendo James Harden lontano dalla palla, che ci battesse qualcun altro ma non lui.

Una tale prova difensiva, fatta di zona, rotazioni e aiuti e recuperi, costa tanta corsa e fatica, che si riflettono in attacco dove i Lakers hanno le loro difficoltà con le palle perse (16 a fine gara) ed una percentuale da tre punti bassa (9 su 30, il 30%). Il parziale con cui dei Rockets spenti provano a raddrizzare le cose nei 5 minuti finali è anch’esso frutto del grande e logorante lavoro difensivo degli uomini di coach Vogel.

Se prima di gara 4, all’ennesima domanda su chi fosse la famosa terza opzione offensiva della squadra Frank Vogel aveva risposto “l’uomo che è libero”, dopo la partita l’allenatore dei Lakers esalta la difesa di squadra: “Uno strumento potente come pochi altri, soprattutto ai playoffs, vale come avere un’altra superstar in campo. Se hai una difesa d’elite, quella può essere la tua terza stella in campo“.

I Lakers non hanno il personale per provare a contenere James Harden vis a vis. Hanno però il secondo classificato nella corsa al premio di difensore dell’anno, Anthony Davis, e un piano. James Harden, limitato a soli 11 tentativi dal campo (ma 20 tiri liberi), chiude con 21 punti e 10 assist, i blitz dei Lakers lo costringono a cedere il pallone ed anche quando l’MVP 2018 ottiene un cambio difensivo favorevole, l’area dei tre secondi è spesso piena di difensori in aiuto ad attendere. Le rare volte in cui Harden riesce a crearsi un tiro sono quando il Barba evita il raddoppio prima che questo arrivi, attaccando il lato opposto all’aiuto.

James Harden è uno dei migliori attaccanti ad aver mai giocato nella NBA, ha tentato 2 tiri liberi anche se noi abbiamo fatto di tutto per evitarlo” spiega LeBron James a fine gara “Il nostro piano è non mandarlo in lunetta, ma lui è intelligente ed è stato in grado di andarci comunque. Quello che abbiamo fatto contro Harden è provare a togliergli alcune delle cose che vuole fare in attacco“.

Con Harden limitato a 11 tiri, Russell Westbrook (25 punti) e Eric Gordon non si sono tirati indietro, ma gara 4 è stata la prima partita della serie in cui il vantaggio di chili e centimetri dei Los Angeles Lakers si è fatto sentire, anche senza JaVale McGee e Dwight Howard in campo. Anthony Davis ha chiuso con 29 punti, 12 rimbalzi e 5 assist, Rajon Rondo prosegue il suoi playoffs vintage e sfiora la tripla doppia con 11 punti, 10 rimbalzi e 8 assist, Alex Caruso ci mette la consueta grinta in difesa, e trova 16 punti in 30 minuti.

Siamo soddisfatti di come ce la stiamo cavando in difesa, ma possiamo fare ancora meglio“, sempre Vogel “Il nostro piano era non mandare Harden in lunetta ma così non è stato (…) Harden ha già visto qualsiasi difesa possibile e sa come attaccarla, sappiamo cosa può fare quindi non dobbiamo ritenerci soddisfatti in vista di gara 5“.

In una prova più che convincente resta la “macchia” dei 5 minuti finali che hanno rischiato di riaprire la partita: “Per 43 minuti abbiamo applicato alla perfezione il nostro piano partita, e questo di solito basta in molti casi. Ma noi vogliamo fare di più, vogliamo giocare così per tutti e 48 i minuti“, LeBron James ha chiuso la sua partita con 16 punti, 15 rimbalzi e 9 assist in 34 minuti.

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