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Rockets ancora KO contro i Lakers, D’Antoni: “Obbligatorio vincere gara 5”

di Dennis Izzo

Terza sconfitta di fila per gli Houston Rockets, che crollano in gara 4 coi Los Angeles Lakers al termine di una partita conclusasi sul 110-100. Un risultato che a tratti sta anche stretto ai Lakers, perché i gialloviola controllano il match dall’inizio alla fine, rischiando di farsi rimontare soltanto negli ultimi minuti del quarto quarto. Houston riaccende le sue speranze con un parziale di 18-2 (da 101-78 a 103-96) che li porta da -23 a -7, ma nel finale i Lakers archiviano la pratica.

“Abbiamo perso troppe volte palla, io in ben due occasioni, e abbiamo concesso loro di segnare facilmente. Dobbiamo decisamente migliorare dal punto di vista della gestione del finale di gara.”, ha dichiarato al termine della partita Anthony Davis, soffermandosi proprio sul parziale che ha consentito ai Rockets di riaprire un match che sembrava già chiuso.

AD chiude con una doppia doppia da 29 punti, 12 rimbalzi, 5 assist e 2 stoppate col 56% dal campo (10/18), mentre in uscita dalla panchina si fanno valere Alex Caruso e Rajon Rondo, rispettivamente autori di 16 punti, 3 rimbalzi, 2 assist, un recupero e 2 stoppate col 56% al tiro (5/9) e il 40% da tre (2/5) in 30’ e di una doppia doppia da 11 punti, 10 rimbalzi, 8 assist e 2 palle rubate col 62.5% dal campo (5/8) e il 50% da dietro l’arco (1/2) in 29’.

Doppia doppia anche per LeBron James, meno dominante del solito ma comunque decisivo: per lui 16 punti, 15 rimbalzi, 9 assist e 2 palle recuperate col 41% al tiro (7/17). Fondamentali anche i 10 punti di Kentavious Caldwell-Pope e i 9 di Markieff Morris. Per ciò che concerne i Rockets, Ben McLemore approfitta dell’assenza di House, facendo registrare 9 punti col 100% da tre (3/3) in poco meno di un quarto d’ora di gioco.

9 punti, conditi da 7 rimbalzi, un assist e una stoppata, anche per Jeff Green, ma il migliore in uscita dalla panchina è Austin Rivers, che chiude a quota 14 punti, 5 rimbalzi, altrettanti assist e un recupero col 62.5% dal campo (5/8) e il 67% dalla lunga distanza (2/3). Tra i titolari, non riescono a incidere Robert Covington e P.J. Tucker, al pari di James Harden.

Rockets con le spalle al muro, Lakers verso le finali di Conference

Il Barba, infatti, nonostante una serata da 21 punti, 4 rimbalzi, 10 assist, 2 palle rubate e 3 stoppate, tira con percentuali molto basse (2/11 dal campo d 1/6 da tre) e non riesce a fare la differenza. Eric Gordon si rende autore di 19 punti col 43% al tiro (6/14) e il 50% da dietro l’arco (4/8), mentre Russell Westbrook mette a referto 25 punti, 3 rimbalzi, 3 assist, 3 recuperi e una stoppata col 50% dal campo (8/16) e il 37.5% da tre (3/8).

“Abbiamo fatto un buon lavoro nell’ultimo quarto, mettendo in campo più aggressività. Questo ci ha permesso di creare maggiori occasioni nella metà campo offensiva. Come mai arriviamo così stanchi alla fine? Bella domanda, per ora non possiamo farci davvero nulla.”, il commento di Harden sulla reazione dei suoi nel finale, che ha permesso ai Rockets di riaprire la partita proprio quando sembrava destinata a concludersi con un netto vantaggio in favore dei Lakers.

Ancora una volta, i Rockets si affidano poco al tiro da tre, la loro arma principale: appena 33 i tentativi da oltre l’arco in tutta la gara (30 in gara 3), passando da medie di 50 triple tentate per partita nelle nove gare disputate sin qui ai playoffs (la serie coi Thunder, vinta 4-3, e le prime due partite contro i Lakers) a poco più di 31 tentativi per gara negli ultimi due match, che hanno evidenziato anche la notevole differenza tra le due squadre a rimbalzo (ben 95 rimbalzi per i Lakers, appena 56 per i Rockets).

“Sappiamo bene che ora siamo con le spalle al muro, per cui dobbiamo necessariamente vincere la prossima partita. Per farlo, dovremo scendere in campo con la stessa energia mostrata nel quarto quarto.”, le parole di coach Mike D’Antoni nella conferenza stampa post partita.

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