LeBron James: “NFL? Ha proprietari bianchi schiavisti”

LeBron James, da sempre un atleta impegnato non solo nel mondo del basket, ha voluto dire la sua sulla situazione che, a suo dire, interessa il mondo del football americano. Il Re, infatti, ha dichiarato al programma “The Shop” che nella NFL ci sono diversi vecchi proprietari aventi una mentalità molto arretrata, definita addirittura “schiavista”.

LEBRON JAMES: LE SUE DICHIARAZIONI

LeBron James, Los Angeles Lakers vs San Antonio Spurs at Staples Center
LeBron James, Los Angeles Lakers vs San Antonio Spurs at Staples Center (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

In particolare, il giornalista Ben Gulliver ha riportato per intero su Twitter le affermazioni del Prescelto. Secondo quest’ultimo, nella NFL, al contrario della NBA, non sussiste una grande cura e protezione per il giocatore, il quale viene sfruttato in maniera spropositata.

Nel nostro campionato di basket, si guarda molto al potenziale del singolo giocatore, senza porsi troppe domande. Nella NFL, invece, si guarda ciò che puoi dare nell’immediato. Se non ti mostri all’altezza, ti spediscono a casa. La colpa è sopratutto di quei vecchi presidenti bianchi.


Ahiza Garcia della CNN, in tal proposito, ha riferito che al 18 maggio solamente due persone di colore risultavano essere proprietarie di franchigie di football. La mancanza di diversità negli staff dirigenziali, comunque, è una realtà riguardante un po’ tutti i campionati professionisti americani: anche l’NBA non è esente da tale fenomeno, avendo al suo interno solo 3 presidenti di squadre di colore (il numero più alto negli USA).

LeBron James, dal canto suo, è il primo sportivo a richiamare il problema della discriminazione razziale all’interno degli sport professionisti americani dopo che i proprietari NFL avevano approvato una delibera sui comportamenti che ogni singolo giocatore doveva tenere durante l’esecuzione dell’inno nazionale. Tale politica era stata aspramente criticata non solo tra questi ultimi  ma anche da alcuni presidenti della lega.

In ogni caso, il numero 23 dei Lakers ha dimostrato ancora una volta di non aver paura di dire la sua sulle maggiori tematiche sociali del suo paese. E’ probabile, dunque, che non sarà l’ultima volta in cui il Re non ascolterà il “consiglio” del presidente Trump di “pensare soltanto a tirare e a segnare”.