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Los Angeles Lakers crollo senza il Re: quali sono le chiavi da analizzare?

di Giovanni Rossi
Los Angeles Lakers problemi-The Los Angeles Lakers, Los Angeles Lakers vs Cleveland Cavaliers at Staples Center

Sembra trascorsa una vita dal perentorio successo in casa dei Campioni NBA del giorno di Natale. Venti giorni e dieci partite sono bastate per trasformare da buona – e per certi versi superiore alle aspettative – ad insufficiente la stagione dei Los Angeles Lakers. Contro Golden State, LeBron James fu costretto a lasciare il campo a causa di un problema all’inguine.

In un primo momento l’infortunio sembrava poca cosa, tuttavia gli accertamenti seguenti hanno diagnosticano al quattro volte MVP uno strappo che l’ha tenuto fuori per undici gare. Le condizioni dell’ex Cavs ed Heat saranno rivalutate ora dopo la prossima gara dei lacustri contro i Bulls.

CHIAVE – il cammino senza LeBron

Le prime prestazioni dei gialloviola privi di LBJ e Rajon Rondo furono tutto sommato soddisfacenti: dopo le sconfitte contro Kings –  decisa dal buzzer di Bogdanovic – e Clippers – in back to back – i californiani hanno trovato il primo successo rimotando Sacramento allo Staples Center.

Nella prima gara dell’anno contro i Thunder, i Lakers hanno nuovamente lottato salvo poi cedere nel finale. La garà però – oltre che dall’infortunio di Kyle Kuzma – è stata caratterizzata dal colloquio avuto a fine gara da James con Magic Johnson ed il GM Rob Pelinka, che ha dato via ad una marea di speculazioni.

La brutta prestazione contro i non irresistibili Knicks ed il blowout subito in casa dei Timberwolves – cui è seguito il licenziamento di coach Thibo – ha spinto coach Luke Walton a redarguire i suoi ragazzi, rei di giocare senza fuoco e passione.

Lonzo Ball and Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Minnesota Timberwolves at Target Center

Lonzo Ball and Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Minnesota Timberwolves at Target Center (Brace Hemmelgarn, USA Today Sports)

Obiettivo centrato, dato che Lonzo Ball, Brandon Ingram e Josh Hart sono stati i protagonisti del successo in casa dei Mavericks, cui è seguito il bel successo contro i Pistons grazie ai 41 punti del rientrante Kuzma.

Il discreto bilancio (3-5) è diventato pessimo con l’aggiunta delle sconfitte in casa dei Jazz e soprattutto contro i modesti Cavaliers.

CHIAVE – in numeri del crollo

I numeri confermano il crollo in tutte le voci – offensive in primis – statistiche più importanti. Secondo i dati messi a disposizione da NBA.com l’attacco dei Lakers è crollato nei punti segnati (8° con, 25° senza), percentuale dal campo (3° con, 27° senza), plus/minus (9° con, 22° senza) e tiro da tre (18° con, 29° senza).

Nonostante il Defensive Rating sia incredibilmente migliorato (10° con, 2° senza) il crollo dell’Offensive (15° con, ultimo senza) ha determinano la drastica diminuzione del Net Rating (9° con, 22° senza).

Los Angeles Lakers con LeBron James

GPPTSWLWIN%FG%3PA3P%+/-OffRtgDefRtgNetRtgeFG%TS%PACEFBPs
34113.22014.58848.031.134.72.2108.8106.52.354.056.5103.8120.3

Los Angeles Lakers senza LeBron James

GPPTSWLWIN%FG%3PA3P%+/-OffRtgDefRtgNetRtgeFG%TS%PACEFBPs
10105.237.30043.629.829.2-4.2100.4104.0-3.648.451.1105.0017.2

Fonte NBA Advanced Stats su NBA.com

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Cleveland Cavaliers at Staples Center

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Cleveland Cavaliers at Staples Center (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

CHIAVE – la disfatta contro Cleveland

Otto successi in stagione, dodici sconfitte consecutive ed una difesa che ha concesso quasi 135 punti di media alle avversarie nelle ultime gare lasciavano presagire una gara tutt’altro che non alla portata dei Lakers. Ed invece, i Cavs hanno concesso solo 95 punti ai lacustri, grazie ad un Def Rating di 96.0 rispetto al 121.4 delle dieci uscite precedenti.

Il pensiero comune di media e fan è stato ben sintetizzato da Stu Lantz, voce di Spectrum SportsNet:

<Questi Lakers non hanno fuoco dentro. Non sembra ci sia cognizione di cosa sta succedendo.>

Le colpe di una simile prestazione non possono che essere condivise – con diversi gradi – tra Front Office, Coaching Staff ed atleti. Essendo l’anello più debole della catena, le dita non possono che essere puntate tutte su Walton.

A fine gara il figlio di Bill ritiene che sia giunta l’ora di fare qualche cambiamento…

Credo dovremmo fare qualche variazione nella starting lineup. Non possiamo concedere sempre 30 punti nel primo quarto. Dobbiamo iniziare le gare con un’energia diversa, perché poi durante la partita riusciamo a correggere alcune cose. Vedremo eventualmente cosa cambiare per la gara contro i Bulls.

…oltre a ribadire la massima fiducia che ha nei suoi giovani…

Vedo i ragazzi ogni giorno, vedo come lavorano e cosa possono essere. Abbiamo avuto due belle vittorie la scorsa settimana. Quando siamo stati in salute ed al completo, abbiamo vinto in casa dei campioni in carica. Abbiamo avuto brutti momenti, ma conosco quali sono le capacità di questo gruppo. Quando le vedi, credi in loro. Quando le vedi una volta, sai che possono essere ripetute.

…apparsi davvero frustrati nei minuti finali della gara.

CHIAVE – le scelte di Walton

Tuttavia lo stesso Walton non è esente da colpe, avendo fatto delle scelte difficilmente spiegabili.

Non ha convinto la scelta di dare tanto spazio a Lance (15 minuti) rispetto a Beasley (solo 7). Con Born Ready autore di soli 5 punti complessivi nelle ultime tre gare disputate, l’impiego di B-Easy – 15 punti in 17 minuti nelle ultime quattro – avrebbe sicuramente giovato all’attacco lacustre.

Così come l’eccessivo utilizzo di Lonzo nel primo tempo, avendolo tenuto in campo per quasi tutto il tempo, ha probabilmente privato Zo della lucidità necessaria nel finale.

L’aspetto che davvero preoccupa è l’esecuzione offensiva, giunta ai limiti del presentabile ora che la stella polare LeBron non brilla nel cielo. Esemplificativa la produzione di Kuzma ed Ingram: le due ali hanno realizzato 6 punti in 13 possessi da situazione statica (0.46 punti per possesso) contro i 33 costruiti nelle altre 25 esecuzioni (1.32).

Secondo l’analista Cranjis McBasketball di The BBall Index Walton e il suo staff sono il peggiore della Lega nella capacità di ottimizzare il talento a propria disposizione.

I tanti liberi sbagliati, le percentuali pessime dal’arco, le assenze sembrerebbero delle attenuanti più che accettabili per le ultime prestazioni. Ma non possono e non devono essere degli alibi per i pochissimi miglioramenti visti nell’esecuzione offensiva.

CHIAVE – le mosse del Front Office

Pur ribadendo che l’obiettivo da perseguire resta il quarto posto – seed raggiunto con LBJ in campo – Magic dichiarò che Walton sarebbe rimasto al suo posto a meno di disastri.

Il pensieroso Pelinka visto alla fine della gara…

…ha dato il via alle più svariate ricostruzioni – come quella di Bill Oram di The Athletic -, partendo dall’ipotetico licenziamento di Walton soprattutto in considerazione di una vecchia dichiarazione di Magic…

…tornata tremendamente di attualità.

 

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