Marcus Smart, guardia dei Boston Celtics, ha rilasciato alcune dichiarazioni, abbastanza scottanti, sulla mediocre qualità dell’arbitraggio mantenuta nei vari incontri di stagione. In particolare, Smart ha fatto riferimento a molti contatti subiti, non sanzionati dall’equipe di arbitri NBA.
Nonostante il rapporto tra gli ufficiali di gara e Marcus Smart non sia mai stato roseo e pacifico, sembra che, questa volta, il prodotto di Oklahoma State si sia veramente infuriato, a seguito di alcune mancate chiamate arbitrarie. Difatti, specialmente nella scorsa stagione, si è potuto notare, anche su una larga scala di giocatori, come questo rapporto si sia ulteriormente complicato, portando ad una serie di controversie. Un esempio lampante è stata l’ultima serie di playoffs tra gli Houston Rockets ed i Golden State Warriors, sulla quale gli arbitri NBA hanno poi riflettuto a lungo.
Secondo un coach anonimo, il rapporto giocatori-arbitri “È fuori controllo”
Una firma importante su questo duro rapporto tra arbitri e giocatori, non poteva che metterla Marcus Smart, riconosciuto, principalmente, per la sua tenacia, per la sua intensità e vocalità. Lo scontro “finale” è avvenuto nell’incontro di questa notte, tenutosi tra Boston Celtics e Charlotte Hornets. Quest’ultimi, reduci da una grande partenza della guardia Devonte Graham.
Sinceramente, spero solo che riescano a controllare la partita nel modo giusto. Molte volte, mi sono chiesto dove fosse il fallo che avevo commesso, e poi, quando gioco io in attacco, non ricevo mai nessuna chiamata arbitrale
On what was an emotional night for Kemba Walker, Marcus Smart’s emotions boiled over with the referees. “I wish they would call the game the right way.” https://t.co/j1WOoLmu5Y
— Tim Bontemps (@TimBontemps) November 8, 2019
Queste sono le parole di Smart, riportate da Tim Bontemps di ESPN, riferendosi al suo quinto fallo, commesso molto precocemente nel terzo quarto. Ma la furia del venticinquenne non è finita qui: dopo essersi seduto in panchina, Smart è rientrato in campo, subendo un duro fallo da Miles Bridges, sanzionato con un tecnico.
Se avessi commesso io un fallo del genere, sarei stato immediatamente espulso dalla partita… Dite sempre (voi arbitri, ndr) di lasciare a voi il controllo dell’incontro, ma, ad un certo punto, bisogna intervenire. Se così è, allora non ho paura di essere multato
Inoltre, Smart ha avuto una leggera discussione con il suo capo allenatore, Brad Stevens, iniziata quando il venticinquenne è stato costretto a sedersi in panchina, ma, che alla fine si è conclusa in modo positivo. Nonostante ciò, è giusto evidenziare le intenzioni del giocatore in questa situazione:
Gli stavo dicendo (Smart parla a Stevens, ndr) che, in certe situazioni, quando gli arbitri iniziano a metterti gli occhi addosso, e sembra ce l’abbiano con te, è giusto che l’allenatore in questione intervenga. Capisco la sua decisione di rimanere impassibile da un punto di vista formale, ma, dal punto di vista del giocatore, devi intervenire e dire qualcosa agli arbitri
In risposta, nel post-partita, Brad Stevens ha dichiarato che queste discussioni, tra lui e Smart, capitano frequentemente, ma non creano problemi: “Ci conosciamo da sei anni, e ogni tanto queste cose capitano, ma cercano il tempo che trovano. Non ci soffermiamo affatto su queste discussioni, anzi, andiamo avanti senza molti ripensamenti“.

