Il primo novembre 2021, i Boston Celtics avevano appena perso contro i Chicago Bulls 128-114, subendo la quinta sconfitta nelle prime sette gare della stagione. Marcus Smart, dopo la sonora lezione di DeRozan e compagni, aveva accusato le sue due star, Jayson Tatum e Jaylen Brown, di passare poco la palla e gestire male i possessi. Una dichiarazione fatta senza usare mezzi termini:
“Tutto il mondo sa che diamo la palla a Jayson e Jaylen, ogni squadra sa come fermarli e credo che sullo scouting report di tutti ci sia scritto di far passare loro il pallone. E loro non vogliono passarlo. A me piacerebbe giocare a basket (…). Stanno ancora migliorando e questa cosa devono decisamente capirla. Siamo tutti orgogliosi dei progressi che hanno fatto, ma devono fare un altro passo in avanti e trovare il modo di creare qualcosa, non solo per loro stessi, ma anche per i compagni, per aprire il campo soprattutto nei finali di partita.”
Com’è facile intuire, la situazione a Boston, sin dalle prime partite, non era delle più tranquille. Tale instabilità è durata per altri due mesi, fino alla sconfitta incassata a New York ad inizio Gennaio, buttando un vantaggio di 25 punti. A quel punto c’è stato lo switch che ha portato i Celtics fino alle Finali NBA. Da quel momento il record è di 45 vittorie e 16 sconfitte (compresi i playoffs), a 4 vittorie dal diciottesimo titolo NBA della loro storia.
Marcus Smart, nonostante quelle parole forti nei riguardi dei suoi compagni, ha sempre creduto nell’unione di squadra e lo ha ribadito nel post gara 7 contro i Miami Heat:
“Tutti hanno dubitato di noi all’inizio della stagione e tutti sono tornati sul carro quando le cose hanno cominciato a girare per il verso giusto. Jaylen disse che l’energia stava cambiando e non si sbagliava. Siamo tutti fratelli, possiamo litigare, ma ci uniamo sempre di più”.

