Nella notte, i Denver Nuggets hanno subito una sconfitta ad ampio margine nei confronti dei loro momentanei avversari Utah Jazz. Dopo aver portato a casa con una vittoria il primo match della serie, la formazione di coach Michael Malone è rimasta a secco per ben due incontri consecutivi, concedendo a Donovan Mitchell e compagni prima di pareggiare il turno, e poi di salire in vantaggio sul 2 a 1.
Gara tre si è conclusa 124 a 87 per la franchigia dello Utah, una vittoria con 37 punti di distacco che ha messo in chiara evidenza le difficoltà su entrambe le metà campo dei Nuggets. Quest’ultimi, terzi posizionati ad ovest nel corso della stagione regolare, hanno raggiunto un punto cruciale della loro corsa al titolo. Difatti, sarà gara quattro l’incontro fino ad ora più decisivo del turno: se si dovesse concludere anch’esso con una sconfitta, allora rimontare da un deficit così ampio diventerebbe letteralmente un’impresa.
Per quanto riguarda ciò che Denver ha dato quest’oggi, come riportato dagli stessi giocatori l’intera squadra sembrava un gruppo di dispersi addetti a vagabondare per un’isola ancora sconosciuta. Tale poca concentrazione ha concesso alla formazione avversaria di imporsi su tutti i livelli del campo, partendo da dentro al pitturato fino alla linea dei tre punti.
Certo, l’assenza dei due titolari Gary Harris e Will Barton potrebbe aver detratto un qualcosa dal risultato finale, ma se i Nuggets vorranno avanzare al turno successivo dovranno lasciarsi alle spalle queste due assenze.
Nuggets dominati dagli Utah Jazz, coach Malone: “Nessuno di noi si sta comportando correttamente”
Una delle lacune maggiori nel corso della stagione dei Denver Nuggets è stata la loro solidità difensiva. Tale lacuna, in questa gara tre, è salita in cattedra ed ha concesso agli Utah Jazz una serie di canestri troppo facili.
Dall’inizio dei playoffs, gli uomini di coach Malone detengono il peggior defensive rating delle sedici squadre attive nella corsa al titolo, dato poco rassicurante a cui bisognerà sicuramente trovare una soluzione. I Nuggets sono stati indeboliti principalmente sotto canestro, dove il duello si è spostato tra i due lunghi Nikola Jokic e Rudy Gobert.
Nonostante il centro serbo abbia modificato il suo fisico prima della ripresa in quel di Orlando, diminuendo il suo peso, le maggiori difficoltà difensive sono comunque presenti. Per Gobert la serata è risultata alquanto facile: 24 punti accompagnati da 14 rimbalzi, 11 su 15 dal campo con sette schiacciate totali. Dopo un primo quarto da 12 punti per il francese, Utah ha aperto la seconda frazione con un parziale di 21 ad 8.
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24p | 14r | 1s | 11-15 fg pic.twitter.com/CzGFPXk1hN
— utahjazz (@utahjazz) August 21, 2020
Da quel momento in poi, la partita ha perso sempre più intensità e valore per i Nuggets, come al termine dei quarantotto minuti ha dimostrato il risultato finale. Per Denver, la point-guard Jamal Murray ha messo a referto 12 punti con un 5 su 16 dal campo, ed un 2 su 8 dalla lunga distanza. In linea di massima, nessuno all’interno della franchigia del Colorado ha effettuato il salto di qualità necessario in una serie di playoffs.
“Abbiamo concesso ai nostri avversari una vittoria facile” ha riportato coach Mike Malone. “Bisogna essere più duri mentalmente. Nessuno di noi si sta comportando nel modo corretto sul campo. Io non sto allenando bene, noi non stiamo giocando bene. Il nostro approccio dovrà cambiare notevolmente in gara quattro, visto che nelle ultime due partite siamo stati letteralmente dominati dagli avversari. Dagli ultimi otto minuti del secondo quarto in poi, il match ha perso completamente senso per noi“.
Final. pic.twitter.com/apNU0fAk5B
— Denver Nuggets (@nuggets) August 21, 2020
Il tabellino degli Utah Jazz riporta 27 punti per Mike Conley, con un 7 su 8 dalla lunga distanza, da aggiungere ai 20 di Donovan Mitchell ed ai 24 sopra citati di Rudy Gobert. Mentre i ragazzi in maglia Nuggets si giustificano riportando alla memoria la serie dello scorso anno contro i San Antonio Spurs, dove Denver era caduta in svantaggio per poi rimontare e vincere a gara sette, è evidente che la carica positiva sia tutta dalla parte dei Jazz.

