Coach Michael Malone non sa più come cercare di tenere alta la tensione dei suoi Denver Nuggets, che sono e restano primi a Ovest in quella che sarà comunque la miglior stagione regolare della loro storia recente, ma che da marzo hanno avuto più d’un calo di intensità.
Come quello avuto a Houston contro i Rockets, che li hanno battutti per 124-103 al Toyota Center nella partita del rientro dopo 3 gare saltate per infortunio di Nikola Jokic. Denver ha tirato male, sbagliato un sacco di tiri liberi (10 su 18) e ha ceduto il quarto periodo per 38-18 mentre Jalen Green e Kevin Porter Jr imperversavano attraverso una difesa tenerissima.
Green ha segnato 32 punti con 4 su 8 da tre, Porter Jr ne ha aggiunti 20 con altre 5 triple e Alperen Sengun ha ben figurato contro il suo maestro Jokic, con 20 punti e 10 rimbalzi. Il due volte MVP ha risposto con 14 punti e 10 rimbalzi in 25 minuti, Jamal Murray si è invece dovuto fermare dopo appena 9 minuti a causa di un colpo alla mano destra, il canadese potrebbe essre costretto a saltare persino le ultime 3 partite di stagione regolare.
Coach Malone ne ha viste abbastanza in campo dai suoi giocatori per non ricorrere ancora un concetto già adoperato nelle scorse settimane. “Se ai playoffs ci presentiamo così andiamo fuori al primo turno. Quando non facciamo il nostro lavoro io pretendo che ci si prenda le proprie responsabilità, io dirò semprele cose come stanno. Ho chiamato ‘soft’ qusta squadra per vedere una reazione, e non l’ho vista. Siamo stati soft come gruppo stasera, non dico che siamo sempre una squadra soft ma oggi lo siamo stati“.
Per Jokic “è stata una partita a senso unico (…) noi non abbiamo segnato i nostri buoni tiri e loro segnavano sempre, ci hanno stoppato spesso e noi abbiamo perso un sacco di palloni. Io? Sto bene, ho giocato male“.
Sono state ben 20 le palle perse dei Nuggets, un’enormità contro una squadra che ha un record di 20-60 e la cui stagione è finita da tempo. La panchina è stata la consueta nota dolente per Denver, squadra corta e che oltre al settimo uomo delle rotazioni dispone di ben poco talento: Thomas Bryant non ha convinto Malone e non gioca, così come un Reggie Jackson crepuscolare e DeAndre Jordan, e dietro a Jeff Green e Bruce Brown c’è il solo Christian Braun, un rookie.

