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Nuggets, coach Malone: “Nikola Jokic sta bene, speriamo di riaverlo”

di Michele Gibin

Come sta Nikola Jokic? “Alla grande” rassicura coach Mike Malone sulle condizioni fisiche della star serba dei Denver Nuggets, dopo la notizia della sua positività al coronavirus, contratto in Serbia oltre una settimana fa.

Stiamo lavorando per farlo ritornare qui il prima possibile, martedì la squadra partirà per Orlando e noi speriamo e ci attendiamo che Jokic sarà con noi su quell’aereo“, spiega Malone “Sappiamo che sta bene e non vede l’ora di tornare a giocare“.

Jokic, che ha approfittato della pausa forzata per lavorare sul suo fisico e perdere peso e chili di troppo, potrebbe aver contratto il virus in patria partecipando da spettatore ad una partita del KK Partizan a Belgrado, occasione cui aveva partecipato anche Novak Djokovic, che ha a sua volta contratto il virus partecipando ad un torneo di tennis di beneficenza da lui organizzato in Croazia in quel periodo.

Nikola Jokic si era subito messo in quarantena nella sua Sombor, e dovrà sottoporsi a due tamponi a distanza di 24-48 ore prima di essere dichiarato guarito e idoneo all’attività sportiva.

I Nuggets hanno incontrato alcuni problemi in questa prima fase di avvicinamento alla ripresa della stagione. I casi di coronavirus tra giocatori e staff hanno portato alla chiusura per precauzione del centro di allenamento e fermato la preparazione della squadra. “C’è la possibilità di riaprire prima della partenza, vedremo. Abbiamo avuto diverse positività al virus in squadra tra giocatori e staff, persone che viaggeranno a Orlando (…) da un lato forse è meglio avere avuto tutti questi casi adesso, così quando saremo a Orlando saremo un poco più immuni“.

Coach Malone, che aveva reso noto di aver contratto a sua volta il coronavirus in primavera, ritiene che le squadre che giocheranno a Orlando avranno davanti una sfida ardua: “Se si è in grado di vivere dentro una bolla per due mesi, ed essere isolati da famiglia e amici, e giocare senza vantaggio del campo e dopo 4 mesi di pausa forzata, e poi uscirne campione, credo sia una delle imprese più grandi che si possano compiere. Stagione con l’asterisco? No“.

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