I Miami Heat hanno approcciato come previsto la pre-season NBA con molta cautela, la sciando a riposo Jimmy Butler, Goran Dragic e Andre Iguodala, e limitando i minuti di Bam Adebayo. Ad approfittarne sono stati i New Orleans Pelicans di coach Stan Van Gundy, e soprattutto di Zion Williamson.
La prima scelta assoluta al draft 2019, che già lo scorso anno prima di infortunarsi diede spettacolo in pre-stagione, domina anche la partita contro gli Heat. I Pelicans si sono imposti per 114-92 grazie alla doppia doppia da 26 punti e 11 rimbalzi di Williamson e ai 22 punti di Brandon Ingram.
Affidato alle cure difensive di Moe Harkless, Zion è risultato subito imprendibile, in forma fisica eccellente e aggressivo, l’ex Duke si è guadagnato ben 11 tiri liberi in partita e ha chiuso con 10 su 11, in 33 minuti di gioco. Tiri liberi che come confermato sia dal giocatore che da coach Van Gundy sono stati un fondamentale curatissimo durante la off-season e il training camp.
L’era delle restrizioni e dell’amministrazione controllata per Zion Williamson pare finalmente finita, dopo l’infortunio al ginocchio dello scorso anno e i timori su peso e forma fisica del giocatore. Anche a Orlando alla ripresa del campionato NBA, quando Williamson aveva dovuto sospendere la preparazione atletica per un’emergenza famigliare e lasciare la “bolla”, tali restrizioni non erano mai state allentate.
“Finalmente sono potuto restare in campo per tanti minuti di fila, è stato bello poterlo fare ancora“, così Zion. “Lo scorso anno credo di aver finito una partita in campo forse tre o quattro volte al massimo, quando ho visto lo zero sul cronometro ho pensato che era passato un bel po’ dall’ultima volta. I tiri liberi? So che quest’anno andrò in lunetta tante volte, devo farmi trovare preparato“.
Come riportato da ESPN, sono in realtà 11 (su 24 partite giocate) le volte in cui Williamson ha terminato in campo una partita lo scorso anno. Quello che cambierà quest’anno sono i limiti e soprattutto la distribuzione dei minuti, che non sarà soggetta a regimi particolari. Zion è partito in quintetto da ala forte di fianco a Steven Adams e Ingram, con Josh Hart e Lonzo Ball a completare lo starting five. Assenti J.J. Redick e Eric Bledsoe, due potenziali titolari per lo spot di guardia di fianco a Ball, e dalla panchina una buona prova del secondo anno Nickeil Alexander-Walker che ha chiuso con 14 punti e 5 rimbalzi in 21 minuti. Per l’azzurro Nicolò Melli una prova da 8 punti e 4 rimbalzi in 19 minuti

