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Un Rivers da urlo trascina i Rockets: “So di essere un grande scorer”

di Dennis Izzo

Quarta vittoria in cinque partite nella bolla di Orlando per gli Houston Rockets, che si impongono con un netto 129-112 sui Sacramento Kings. Nonostante il +17 finale, gli uomini di D’Antoni soffrono e non poco in avvio di gara, col primo quarto che si conclude sul +13 (36-23) per i ragazzi di Luke Walton. “Penso che sia molto divertente il modo in cui giochiamo, i ragazzi stanno iniziando ad abituarsi a questo sistema e ognuno fa la sua parte, soprattutto in difesa. La prestazione di Rivers? Gioca sempre molto bene, ma questa è stata la sua notte. Ha offerto una prova incredibile.”, il commento di Mike D’Antoni sul successo dei suoi Rockets.

Dopo dodici minuti quasi da incubo (36-23 per Sacramento a fine primo quarto), però, i Rockets rialzano la testa e rispondono a tono ai Kings, riservando loro un parziale di 38-20 con cui Houston riesce a completare la rimonta, portandosi sul +5 (61-56) alla pausa lunga. Un altro pesantissimo parziale targato Rockets (32-15) chiude definitivamente la gara nel terzo quarto. Senza Westbrook e Gordon, a recitare il ruolo di protagonista inatteso è Austin Rivers, che vive una serata da incorniciare.

Il classe ‘92, infatti, mette a referto un career-high da 41 punti, conditi da 6 rimbalzi, 4 assist e 2 palle recuperate col 70% dal campo (14/20) e il 54.5% da dietro l’arco (6/11) in uscita dalla panchina. James Harden fa registrare 32 punti, 8 rimbalzi, 7 assist, 3 recuperi e una stoppata col 48% al tiro (10/21): il Barba supera Bob Pettit e sale al trentottesimo posto della classifica dei migliori realizzatori all-time con 20.890 punti e scavalca anche Ben Simmons nella classifica delle palle recuperate (121 in totale).

La magica serata di Austin Rivers: 41 punti e Kings ko

“Mi sento uno scorer di altissimo livello, ma sono in una squadra in cui non mi viene richiesto di segnare tanto. Gioco ogni notte al fianco del miglior scorer NBA e di un altro tra i migliori con Russ. Ognuno ha il proprio ruolo e cerca di svolgerlo al meglio, è così che funziona in una squadra che punta a vincere.”, ha dichiarato al termine della gara Austin Rivers, che proprio contro i Rockets aveva messo a referto il suo massimo in carriera da 36 punti, in occasione di un successo dei Clippers il 22 dicembre 2017, per poi segnarne 38 contro i Grizzlies due giorni dopo.

Danno il loro contributo alla causa anche Robert Covington (doppia doppia da 12 punti, 13 rimbalzi, 2 assist e 3 palle rubate con 5/10 dal campo), Jeff Green (12 punti con 4/7 al tiro in 22′ in uscita dalla panchina) e l’ex di turno Ben McLemore, che i Kings selezionarono con la settima scelta assoluta al Draft 2013: per lui 20 punti col 44% dal campo (7/16) e il 43% dalla lunga distanza (6/14).

Ai Kings non bastano uno scatenato De’Aaron Fox, autore di 26 punti, 2 rimbalzi, 9 assist e 2 palle recuperate col 53% al tiro (9/17), la doppia doppia da 11 punti e 10 rimbalzi di Harrison Barnes e i 16 punti di Buddy Hield in uscita dalla panchina. I californiani rinunciano definitivamente al sogno playoff: l’ultima partecipazione alla post season risale alla stagione 2005-2006. “Dobbiamo cercare di cambiare la nostra mentalità e ragionare da squadra vincente. Spero che l’esperienza nella bolla ci abbia insegnato ad affrontare partite di questo livello ogni notte.”, le parole di coach Luke Walton.

 

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