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Rockets deludenti, Harden ai saluti: “Situazione pazzesca, ho dato tutto”

di Dennis Izzo

Ritenta, sarai più fortunato. Non è il caso degli Houston Rockets, che cadono nuovamente in maniera piuttosto rovinosa al cospetto dei campioni in carica dei Los Angeles Lakers. Le due squadre si ritrovano faccia a faccia dopo appena 48 ore, sempre al Toyota Center, ma il risultato non cambia: padroni di casa in affanno sin dall’inizio, ospiti sempre in controllo e capaci di primeggiare in entrambe le metà campo, chiudendo il doppio confronto con un vantaggio complessivo di +35. Dopo il 120-102 di due giorni fa, infatti, i gialloviola si impongono per 117-100, centrando la terza vittoria consecutiva e mandando in doppia cifra ben sei giocatori.

Tra questi, spicca LeBron James, attualmente in testa nella classifica della corsa all’MVP stilata dalla NBA: per lui 26 punti, 8 rimbalzi, 5 assist e una stoppata col 50% dal campo (10/20) e il 44% da dietro l’arco (4/9), ma soprattutto una tripla no look in stile Curry che lascia tutti increduli. Bella doppia doppia da 19 punti, 10 rimbalzi e 5 stoppate con l’87.5% al tiro (7/8) per Anthony Davis, mentre Dennis Schröder, Montrezl Harrell e Kentavious Caldwell-Pope mettono a referto 14 punti a testa e Kyle Kuzma ne aggiunge 11 con altrettanti rimbalzi in uscita dalla panchina.

I Lakers mettono le cose in chiaro sin dalla palla a due, chiudendo il primo quarto sul +21 (35-14) e concludendo la serata col 50% dal campo (42/84) e il 44% dalla lunga distanza (14/32) e con un netto dominio nella metà campo difensiva (55 rimbalzi e 12 stoppate totali a fine gara). I Rockets, dal canto loro, non vanno oltre il 39% al tiro (38/97) e il 30% da tre (12/40). Sei i giocatori in doppia cifra per gli uomini di Stephen Silas, con nessuno di questi capace di toccare almeno quota 20 punti.

10 punti e 5 assist per John Wall, 18 punti e 8 rimbalzi per Christian Wood, doppia doppia da 13 punti e 10 rimbalzi in appena 18’ per DeMarcus Cousins, 11 punti per Ben McLemore, 13 punti per Eric Gordon e appena 16 punti, 7 rimbalzi e 6 assist con pessime percentuali al tiro (31% dal campo con 5/16 e 17% da dietro l’arco con 1/6) per James Harden, che nelle ultime cinque partite ha messo a referto medie di 17.4 punti, 5 rimbalzi e 10 assist col 38% dal campo e il 26% da tre.

Altra sconfitta per i Rockets: era Harden al capolinea?

Houston ha attualmente il secondo peggior record a Ovest (3-6), con una partita in meno rispetto ai Minnesota Timberwolves ultimi (3-7). L’ultima occasione in cui i Rockets avevano un record negativo dopo nove partite risaliva alla stagione 2015\16, anno in cui i texani arrivarono ai playoffs per il rotto della cuffia (8º posto a Ovest con 41 vittorie e altrettante sconfitte), perdendo poi al primo turno contro i Golden State Warriors (4-1). Al termine del ko, il secondo di fila per i suoi Rockets, James Harden ha commentato senza troppi giri di parole una situazione tutt’altro che semplice.

“Amo la città di Houston e ho sempre dato il massimo per questa squadra. Sento di aver fatto tutto quello che era nelle mie possibilità. La situazione attuale è pazzesca e non credo che le cose possano risolversi.”, ha dichiarato il Barba, lasciando intendere che la sua avventura in quel di Houston sia ormai giunta al capolinea. Pochi giorni fa, i numerosi rumors circa il suo futuro riguardavano la possibile permanenza del numero 13 in Texas almeno fino al termine della stagione attuale, ma tale scenario appare molto più complicato dopo le parole rilasciate dall’MVP della stagione 2017\18.

Non si è fatta attendere la replica di uno dei volti nuovi della franchigia, John Wall, che ha risposto per le rime alle parole di Harden: “Abbiamo giocato soltanto nove partite, ne mancano tantissime altre e abbiamo tutte le carte in regola per fare qualcosa di importante come collettivo. Ovviamente se c’è qualcuno che non rema nella direzione degli altri diventa tutto più difficile. Non si può gettare la spugna dopo appena nove partite.”, il commento dell’ex point guard dei Washington Wizards.

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