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Rockets travolgenti, Morant su Russell Westbrook: “Non vi rendete conto di cosa sta facendo”

di Michele Gibin

I Memphis Grizzlies senza Jaren Jackson Jr e Brandon Clarke affondano sotto le 23 triple mandate a bersaglio dagli Houston Rockets, per Ja Morant e compagni è la quarta sconfitta consecutiva, uno stop che rende ancora più incerta la corsa all’ottavo posto della Western Conference.

140-112 il risultato finale al Toyota Center. I Rockets tirano con 23 su 50 da tre punti, Russell Westbrook chiude con 33 punti, 9 rimbalzi, 8 assist e 4 recuperi, ed un’incredibile +37 di plus\minus, James Harden ne aggiunge 30 con 7 su 12 dalla lunga distanza in soli 28 minuti.

Per Ja Morant è il momento più critico della sua prima, sensazionale stagione NBA. La point guard da Murray State è limitato a soli 12 punti (con 9 assist) e 13 tiri, mentre Dillon Brooks sparacchia senza mira e chiude con 9 su 26 al tiro. I Grizzlies non fanno meglio del 39% dal campo ed osservano i Rockets segnare una tripla dopo l’altra, sono 23 i punti in uscita dalla panchina per Austin Rivers, e 11 in 23 minuti per il nuovo arrivato Jeff Green.

Una dimostrazione di forza per Russell Westbrook ed i Rockets di fronte a Morant, un giocatore accostato per doti atletiche e grinta all’MV 2017. Ja Morant ha rivelato tutta la sua ammirazione per il gioco di Westbrook: “Credo che oggi sia davvero poco considerato, lo si dà per scontato“, spiega Morant “Voglio dire, ha tenuto una tripla doppia di media per tre stagioni di fila, e quello che sta facendo quest’anno lo stiamo vedendo tutti. A me piace molto come (Westbrook, ndr) riesca a non dare peso a tutte queste cose e scendere in campo ogni volta come fa“.

In questa stagione, la prima della nuova avventura a Houston per l’ex Thunder, Russell Westbrook si è fin qui dimostrato la miglior spalla possibile per James Harden, condividendo con lui il peso offensivo della squadra e sposando appieno la scelta tattica e filosofica di Mike D’Antoni e Daryl Morey: abbracciare la “small ball” senza mezzi termini, con la cessione di un Clint Capela diventato quasi superfluo, e con l’arrivo di Robert Covington da Minnesota.

L’aggiunta di un tiratore in più ha dato a Westbrook ancora più spazio per attaccare il canestro, la sua vera specialità offensiva, e reso sempre più difficili i raddoppi sistematici contro James Harden. “Non credo esista nella NBA un giocatore così dotato. e che riesca a portare così tanta intensità in campo come Russ“, spiega Harden. “Ora, marcare (Westbrook, ndr) è praticamente impossibile per le difese, con i quintetti piccoli e così tanti tiratori in campo. E uno contro uno, semplicemente Russ non è marcabile: è troppo forte ed esplosivo, quando poi si ritrovano dei lunghi su di lui, è finita“.

L’unico a non essere genuinamente sorpreso dal suo rendimento è lo stesso Westbrook, impassibile: “Non mi importa davvero cosa gli altri pensino del mio gioco, apprezzo le parole di Morant e degli altri, ma finché io sono a mio agio e contento di quel che faccio in campo, tutto bene. Continuerò a fare il c**o ai miei avversari“.

In questa stagione, Russell Westbook sta viaggiando a 27.3 punti, 7.9 rimbalzi e 7.3 assist di media a partita, con il 27% al tiro in 36 minuti di media a partita. Nelle ultime 7 partite, quelle giocate dopo l’arrivo di Covington e la “small ball”, Westbrook sta tenendo una media del 38% al tiro da tre punti.

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